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26 gennaio 2018

Le maschere del controllo

In Russia, un sofisticato sistema di telecamere è utilizzato per sorvegliare cittadini e frontiere. Senza l'assenso delle persone. Due artisti hanno usato le immagini per raccontare i volti del Paese

Broomberg & Chanarin

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Spirit is a Bone, lavoro concettuale del collettivo di artisti Broomberg & Chanarin, è una raccolta di ritratti scattati non da un fotografo ma da macchine. Il progetto recupera infatti le immagini prodotte da un sistema di riconoscimento facciale sviluppato a Mosca per ragioni di pubblica sicurezza e per il controllo delle frontiere: si tratta di immagini ottenute senza l’assenso e la cooperazione dei soggetti, interpolazione di pixel frammentati, come maschere digitali che possono essere ruotate ed esaminate nel dettaglio.

Broomberg & Chanarin sfruttano gli effetti della pervasività della sorveglianza per creare una tassonomia personale della società russa – tra gli scatti si trova anche quello della musicista Yekaterina Samutsevic, appartenente alle Pussy Riot. E sottolineano un paradosso: se le maschere generate dalla macchina sono ritenute tanto migliori quanto più consentono di identificare persone, esse appartengono comunque a uomini, costretti a lottare quotidianamente contro le regole di uno Stato che li controlla a loro insaputa.

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