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28 novembre 2017

Hope Hicks, la donna che twitta per il presidente

Ex modella, 29 anni, responsabile della comunicazione della Casa Bianca. Chi è Hope Hicks, la ragazza che nel recente tour asiatico ha oscurato Melania

Elisabetta Grandi

 Dal numero di pagina99 del 24 novembre e in edizione digitale

«Ha una personalità magnetica ed emana un’energia positiva che contagia tutti coloro che lo circondano. Ha un grande sense of humor e una formidabile capacità di comunicare, di far sentire le persone speciali e di ispirarle a essere più di quanto pensassero possibile…».

Se il panegirico del presidente americano può risultare sospetto, provenendo da una professionista della comunicazione, nel caso di Hope Hicks riesce a risultare quasi autentico, dato che lei stessa è la dimostrazione vivente di quanto Donald Trump possa spingere in alto una persona, fino a una posizione che sembrava impossibile: responsabile della comunicazione strategica della Casa Bianca, a soli 29 anni. Un incarico che l’ha fatta includere nella classifica di Forbes degli “Under 30” più influenti del mondo.

Non solo. Hope, come si conviene a tutto l’entourage trumpiano, è anche molto bella. Ex modella insieme alla sorella maggiore Marie Grace, ha quasi oscurato Melania durante il recente viaggio presidenziale in Asia, presentandosi a un party vestita in smoking nero, con i lunghi capelli color miele sciolti sulle spalle, lasciando alla più anziana First Lady il compito di sfoggiare abiti di rappresentanza che non sempre ne esaltavano l’avvenenza.

Ma come arriva Hope Hicks alla Casa Bianca? Anzitutto, lavorando già nella Trump Tower come responsabile della comunicazione per le collezioni di moda di Ivanka. Un giorno, Trump la convoca e con il suo stile imperioso le dice: «Sto pensando di correre per la Casa Bianca e tu sarai il mio capo ufficio stampa». Prima di allora, Hope non aveva mai lavorato in politica, neppure come volontaria, ma aveva un curriculum di tutto rispetto nel settore della comunicazione, e soprattutto un pedigree familiare prestigioso.

Il nonno, Paul Barton Hicks II era stato responsabile della comunicazione della Texaco. Il padre, Paul Barton Hicks III, è stato per anni dirigente della Ogilvy Public Relations Worldwide, occupandosi di grandi compagnie e di uomini pubblici. Aveva cominciato come assistente legale di Stewart B. McKinney, esponente Repubblicano del Connecticut, mentre la moglie, Caye Ann Cavender, svolgeva lo stesso incarico per Ed Jones, esponente Democratico del Tennessee.

Formazione bi-partisan, dunque, per Hope, che però muove i primi passi sul versante democratico, entrando nell’agenzia di Matthew Hiltzik. Hiltzik è un professionista di primo piano nel mondo delle pubbliche relazioni di alto profilo e molto impegnato nell’ambiente ebraico americano. Prima di aprire la propria agenzia, la Hiltzik Strategies, era stato per dieci anni capo della comunicazione della Miramax e portavoce personale di Harvey Weinstein. Già, proprio lui, l’uomo delle molestie sessuali attualmente in disgrazia.

La collaborazione tra Hiltzik e Weinstein, iniziata nel 1999, si interrompe temporaneamente, nel 2000, in occasione della campagna elettorale di Hillary Clinton, in cui Hiltzik svolge il ruolo di responsabile delle relazioni con l’ambiente ebraico. Anni prima, appena laureato in legge, aveva lavorato come addetto stampa e direttore esecutivo del comitato democratico dello Stato di New York: grosso modo, il ruolo di Ryan Gosling nel film Le Idi di marzo, di George Clooney.

Questa, dunque, è la scuola di Hope, che alla Hiltzik Strategies si vede assegnato il cliente Ivanka Trump, per occuparsi delle sue collezioni.
Cooptata come addetta stampa durante la campagna elettorale di Donald, una volta ottenuta la vittoria alle primarie, non è sicura di voler proseguire. Ma Trump, di nuovo, la convince a rimanere per affiancarlo nella corsa presidenziale.

Il suo ruolo in quel periodo consiste nel gestire ogni giorno oltre 250 richieste di interviste, scegliendo quali giornalisti accettare e quali respingere. Inoltre, setaccia la stampa, analizza, segnala, dà spunti a Trump per scrivere i suoi tweet, a volte glieli scrive direttamente. È una delle pochissime persone che siedono accanto presidente sul suo jet privato, con la testa china sul suo laptop, mentre si spostano a fare comizi in giro per gli Stati Uniti. Un lavoro a tempo pieno, per il quale paga un prezzo sentimentale: il fidanzato con cui stava da sei anni la lascia.

Una volta vinte le elezioni, Hope entra alla Casa Bianca e prende il posto del defenestrato Anthony Scaramucci, dapprima come interim e poi – dal settembre 2017 – a pieno titolo, come responsabile della comunicazione strategica. Il quotidiano americano Politico l’ha soprannominata «l’intoccabile Hope Hicks», una delle poche persone dello staff presidenziale a poter ritenere sicuro il proprio posto di lavoro.
Pur lavorando a fianco del repubblicano sui generis Donald Trump, c’è chi ritiene che Hicks segua soprattutto le orme del suo mentore, il democratico Matthew Hiltzik, abile tessitore di relazioni d’élite.

«Ci sono forti connessioni tra la politica e lo spettacolo», ha dichiarato Hiltzick in un’intervista, «e Hope ha un’ottima sensibilità per entrambi gli ambienti. Ha certamente le carte in regola per lavorare al fianco del presidente degli Stati Uniti d’America». Fino alle prossime Idi di marzo.

[Foto in apertura di Al Drago / The New York Times / Redux / Contrasto]

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