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24 novembre 2017

Il metodo Merkel è al capolinea

Il «continuo moderare» non funziona più. La leader più potente al mondo, dopo Putin e Trump, è decisa a ricandidarsi ma è circondata da Giuda

Barbara Ciolli

► Dal numero di pagina99 del 24 novembre in edizione digitale

Mentre la Gran Bretagna procede con la Brexit, in Europa è iniziata a circolare la parola Mexit. L’exit di Angela Merkel da cancelliera della Germania e da lady austerity dell’Ue era impensabile fino alla spiazzante fine della stabilità politica tedesca, per il primo vuoto di governo nella storia della Bundesrepublik causato dalle legislative del 24 settembre 2017 che hanno indebolito conservatori e socialdemocratici e portato in parlamento – come terzo partito – gli xenofobi e nostalgici del nazismo di AfD.

Un altro inedito, ma lo choc dei negoziati falliti per una coalizione giamaica tra neri (Cdu-Csu di Merkel), gialli (liberali) e verdi, è ancora maggiore. Soprattutto per i tedeschi, che non avevano mai visto un capo di Stato alla prese, come in Italia, con consultazioni per imporre un governo d’emergenza o per indire nuove elezioni. Ma anche per gli europei tutti, che hanno visto il modello di leadership della Germania crollare all’udire la cancelliera Merkel scongiurare in tivù l’eventualità di sue «dimissioni». Il pilastro dell’Ue è in declino. Il «metodo Merkel è finito», ha scritto die Welt, «un continuo moderare che ha avuto a lungo successo, ma che ha anche spoliticizzato la politica».

La leader più potente al mondo, dopo Putin e Trump, è decisa a ricandidarsi ma è circondata da Giuda. I liberali e l’ala più a destra della Csu-Cdu hanno interrotto le trattative con i verdi per farla fuori: altri quattro anni di tatticismi alla Merkel avrebbero ucciso i contenuti dei loro programmi di destra e i liberali non vogliono tornare sotto il 5% del 2013, dopo il governo con la cancelliera che li escluse per la prima volta dal parlamento.

Dopo l’ultima grande coalizione con Merkel, quest’anno anche i socialdemocratici hanno toccato il minimo storico del 20,5% e potranno accettare un altro esecutivo di unità nazionale chiesto dal capo di Stato solo in cambio delle dimissioni della cancelliera. Auspicate anche dalla sinistra radicale Linke e da AfD: con il merkelismo restano solo parte della Cdu e i verdi.

[Foto in apertura di Sean Gallup / Getty Images]

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