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17 novembre 2017

Anche l’Opec ammette che il futuro è il gas

I produttori fanno i conti con gli scenari più scomodi: «La frenata dell’oro nero è più vicina, e anche l’auto elettrica va meglio del previsto»

Cecilia Attanasio Ghezzi

 Dal numero di pagina99 del 17 novembre e in edizione digitale

 La stagione del petrolio sta finendo più velocemente di quanto i produttori stessi non sospettassero: per la prima volta il cartello dell’Opec ammette che la crescita dell’uso del gas, le fonti rinnovabili e i progressi tecnologici dell’auto elettrica potrebbero presto impattare in maniera significativa sulla domanda di greggio, che crescerà in maniera significativa fino al 2035 per poi frenare bruscamente. Nel 2016, riferisce l’Opec, la domanda è stata di 95,4 milioni di barili al giorno. Questa dovrebbe crescere nei prossimi anni di 1,2 milioni di barili al giorno (tasso annuale) per poi frenare fino a una crescita media annuale nel 2035-2040 di 0,3 milioni di barili al giorno. Lo scenario è quello di toccare, nel 2040, i 111,1 milioni di barili al giorno…

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C’è anche uno scenario più negativo, secondo cui si raggiungerà un picco prima del 2040 a 109 milioni di barili al giorno, per poi scendere. Nell’area Ocse, tra il 2016 e il 2040 è prevista una contrazione dei consumi. Gli “imputati”, se così si possono chiamare, sono il gas prima di tutto, che dovrebbe passare dagli attuali 59,2 milioni di barili al giorno equivalenti a 93,2 nel 2040, con una forte crescita della domanda nei Paesi non Ocse trainata dalla possibilità, grazie all’Lng, di raggiungere Paesi non direttamente collegati ai produttori tramite gasdotti.

C’è poi la crescita delle rinnovabili, mentre il carbone raggiungerà un picco di 80 milioni di barili al giorno equivalenti nel 2040 per poi ripiegare (in termini di percentuale sul totale la flessione inizierà già prima), chiudendo così un’epoca. Ma le preoccupazioni, come detto, per l’Opec arrivano anche dall’auto elettrica, a lungo snobbata o trattata con sufficienza. «Nel giro di pochi anni – afferma il report dell’associazione dei produttori – i veicoli eletttrici sono passati dall’essere assolutamente non abbordabili, non pratici e non particolarmente belli a rappresentare una valida opzione per una nicchia di consumatori».

Il report dedica poi alcune note interessanti anche allo shale oil americano che, insieme allo shale gas, è stato uno delle grandi sorprese degli ultimi anni. La maggior parte degli analisti riteneva infatti che il calo dei prezzi energetici avrebbe buttato fuori dal mercato i produttori americani e la stessa Opec, ritardando per lungo tempo il taglio della produzione, puntava a questo. Nulla di ciò si è verificato e adesso la stessa Opec deve ammettere che c’è stato un grado di resilienza inaspettato da parte di questi produttori e che la produzione crescerà ancora almeno fino al 2021. Intanto è previsto per il 30 novembre il meeting di Paesi Opec e non Opec che dovrebbe decidere se mantenere l’attuale taglio della produzione oltre il marzo del 2018.

[Foto in apertura di S. Platt / Getty  Images]

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