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20 novembre 2017

Ballate notturne a fil di voce

La canzone dal retrogusto malinconico torna protagonista della scena musicale indipendente. Merito di band come Cigarettes After Sex, Daughter e The xx

Michele Casella

 ► Dal numero di pagina99 del 17 novembre in edizione digitale

In una delle scene più famose di Alta fedeltà, il film di Stephen Frears tratto dal romanzo di Nick Hornby, uno sconsolato John Cusack guarda in camera e rivolge agli spettatori una delle domande più disarmanti della storia del cinema: «Ascoltavo la pop music perché ero infelice o ero infelice perché ascoltavo la pop music?». A 17 anni dall’uscita della pellicola il quesito resta ancora attuale, anzi, dopo lustri in cui la musica è stata metodicamente destrutturata, oggi la forma canzone è tornata protagonista della scena indipendente, portando alla luce una selezione di perle alternative-pop dal retrogusto squisitamente malinconico.

A guidare questa nuova ondata di ballate notturne cantate a fil di voce arriva da Brooklyn una delle formazioni più autenticamente sorprendenti degli ultimi anni, quei Cigarettes After Sex che hanno fatto esplodere le condivisioni online coi loro primi pezzi messi in circolazione. Approdato all’album di debutto solo da pochi mesi, il quartetto ha pubblicato una manciata di brani che paiono possedere un’aura decisamente ammaliante, in cui romanticismo e atmosfere di derivazione dark si intrecciano in maniera irresistibile attorno all’insolita voce androgina del barbuto songwriter Greg Gonzalez.

Il risultato è una collezione di brani di straordinaria intensità slowcore, capace di realizzare numeri da capogiro come 39 milioni di visualizzazioni su YouTube per il brano Affection e ben 65 milioni per Nothing’s Gonna Hurt You Baby, il delicato capolavoro che sintetizza in poco meno di cinque minuti tutta la sensualità della band. Partiti nel 2012 con quattro tracce digitali autoprodotte, i Cigarettes After Sex hanno atteso ben quattro anni per la pubblicazione del loro Ep I, prova generale che ha anticipato di 11 mesi l’omonimo album dai tratti altamente cinematografici. «Questo disco è come il lungometraggio dei Cigarettes», ha dichiarato Gonzalez. «Volevo che si percepisse come un lavoro completo, in cui alcune delle immagini fossero ripetute, come se fosse tutto raccolto nello stesso mondo».

E proprio il mondo del cinema è fonte di ispirazione anche per Unloved, il trio guidato dall’eclettico producer David Holmes (già al lavoro con Steven Soderbergh, Michael Winterbottom e molti altri), a cui si affiancano il compositore Keefus Ciancia (sua l’original soundtrack di True Detective assieme a T Bone Burnett) e la femme fatale Jade Vincent. Dai classici anni ’50 alla Nouvelle vague francese, l’immaginario degli Unloved è indissolubilmente legato a una seducente estetica noir e a una rutilante attitudine beat. Il loro unico album, Guilty of Love (2016), è fino ad ora circolato prevalentemente nel sottobosco degli ascolti underground, anche perché autoprodotto per la Unloved Records, ma è senza dubbio uno di quei titoli cult necessariamente da recuperare.

Ben più clamorosa è stata l’escalation dei Daughter, il trio che ha rilanciato il suono autentico di una label alla ricerca di una chiara identità come la 4AD. L’etichetta di Cocteau Twins e This Mortal Coil torna sulle orme della grande scrittura autoriale e del suono elettroacustico, licenziando due album della band londinese che garantiscono un tuffo al cuore per gli appassionati di dream pop e cantautorato. I brani del gruppo guidato dall’affascinante Elena Tonra raccontano di ferite d’amore mai rimarginate, ricordi raggelati dal passare del tempo, attese infinite che preludono alla caduta, per una cifra stilistica che passa dalla raffinatezza del minimalismo acustico all’esuberanza di ritmiche digitali e incursioni shoegaze.

Un’attitudine che per certi versi ricorda le produzioni di un altro gruppo inglese, gli inglesi The xx capitanati dal giovane prodigio Jamie Smith, meglio noto come Jamie xx. Con tre album pubblicati in otto anni, la band è diventata una delle punte di diamante dell’etichetta Young Turks e rappresenta alla perfezione quel mood di folgorante nostalgia legata alle memorie adolescenziali, in particolare grazie allo straordinario lavoro realizzato assieme ad Alasdair McLellan per la realizzazione dei videoclip del recente disco I See You.

[Foto in apertura di Tibor Bozi / Redux / contrasto]

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