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15 novembre 2017

Miguel Ángel Martín, indagatore dell’incubo

Arriva in Italia "Surfing on the third wave", opera del dissacrante fumettista spagnolo. Un compendio del suo mondo distopico, fatto di sesso estremo, violenza, solitudine

Michele Casella

 ► Dal numero di pagina99 in edicola dal 10 novembre e in edizione digitale

Incontrare il sorriso di Miguel Ángel Martín, per un lettore che non ha mai visto di persona il fumettista spagnolo, significa rimanere francamente stupiti. Il suo viso sereno e accomodante mal si concilia con l’opera di questo autore dissacrante, che ha dato vita a opere come Psycho pathia sexualis e Anal Core. Eppure gli occhi di Martín sono esattamente come quelli che disegna per i suoi personaggi di carta: proiettano uno sguardo acuto, quasi obliquo; lo sguardo di un individuo che vede le cose da un’angolazione diversa. «Non so bene che cosa stia accadendo oggi, non possiedo risposte, solo domande. Per questo motivo disegno questi fumetti». L’unicità delle storie di Martín è tutta in queste parole, che risultano il frutto di un’intima elaborazione della realtà quotidiana.

In questo senso Surfing on the third wave, il volume di oltre 270 pagine appena ristampato in Italia dalla NPE e presentato ufficialmente all’ultimo Lucca Comics & Games, può essere considerato un riuscito compendio del mondo di Martín, una realtà alternativa costituita da lievi ma inquietanti distopie sociali. Nelle sue tavole si discute con naturalezza di temi come eutanasia, violenza, automutilazione, video-controllo, sesso estremo. E solitudine, forse l’unica esperienza condivisa da tutti i personaggi del libro, spesso compensata dall’assunzione di droghe, dalla ricerca del rischio o perfino dall’omicidio. Ma per tanti dei protagonisti c’è anche un’urgente corsa alla sopravvivenza, una strenua lotta contro la propria esclusione sociale, che può portare a gesti estremi o a comportamenti fuori dalla razionalità. «Credo che Surfing, per me, sia un’opera seminale, in cui ho cominciato a presentare quel tipo di personaggi che poi ho sviluppato in Playlove, ma anche nella seconda e terza parte della trilogia di Brian the Brain. I temi di cui tratto, in effetti, sono un compendio degli interessi “à la Martín”, alcuni dei quali già apparsi prima in altri miei fumetti».

Originariamente pubblicato sulla rivista El Vibora a metà anni ’90, Surfing on the third wave arrivò dopo la conclusione della serie Rubber Flesh, che apparirà per la prima volta nelle librerie italiane il prossimo anno. Ingentilita da un tratto minimale ed elegante, resa pop dall’uso di pastelli e dalle forme arrotondate, l’opera di Martín spinge il lettore verso margini visivi difficilmente sperimentati (se non nella produzione internazionale profondamente underground). Confrontarsi con i suoi fumetti significa non doversi aspettare pacche sulle spalle o finali consolatori, bensì colpi di frusta che sollecitano insistentemente le nostre sinapsi cerebrali. «Mi considero solo un osservatore del mondo», afferma, «molto interessato alla natura umana. Sono affascinato da questi tempi di cambiamento radicale e velocissimo. Ma sono ottimista e credo che il mondo vada meglio, perché ho fiducia nella capacità di adattamento della specie umana».

Al centro di quasi tutte le vignette ci sono i personaggi inventati da Miguel, solitamente collocati in ambienti freddi e avveniristici, altre volte quasi decontestualizzati da uno spazio riconoscibile. Alcuni di loro li ritroviamo in altri albi del fumettista di Madrid, così da costruire delle connessioni narrative proprie di un universo uniforme. «Penso che sia i personaggi che i temi sviluppati nelle mie storie siano parte del mio mondo, un posto non molto lontano da quello reale! Ma per me tutto è materiale utile alla costruzione narrativa. Per parafrasare la famosa citazione, si potrebbe dire che i miei fumetti sono fatti della materia di cui sono fatti gli incubi».

In tavole dove sono i corpi, i volti, i dettagli fisici e di abbigliamento a essere al centro della narrazione, è la società capitalista a dettare le spietate dinamiche interpersonali, mentre la digitalizzazione e la replicazione della vita in formato audiovisivo prendono inesorabilmente il sopravvento sui rapporti umani. Tutti temi che pervadono anche gli altri libri di Miguel Ángel Martìn, che ha appena terminato la sceneggiatura del suo nuovo graphic novel intitolato Saphari. È inoltre atteso per il prossimo anno, sempre per NPE, un saggio di Andrea Grieco con la più completa retrospettiva realizzata fino ad oggi sull’opera dello spagnolo, arricchita da tanto materiale inedito.

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