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8 novembre 2017

G come gente, lessico dell’Italia arrabbiata

Dalla “Casta” a “Chi ti paga”: la mutazione antropologica di un Paese in sei parole. Spiegate da Leonardo Bianchi, autore del libro che racconta il populismo italiano

Leonardo Bianchi*

Dal numero di pagina99 in edicola dal 3 novembre e in edizione digitale

Il centro della scena politica italiana è occupato sempre più spesso da personaggi e movimenti davvero bizzarri. Solo poche settimane fa, piazza Montecitorio si è trasformata in un teatro dell’assurdo in cui si sono esibite le categorie più disparate – ex “Forconi”, seguaci dell’ex generale Pappalardo, indipendentisti veneti, antivaccinisti, e così via. Lo show è culminato con la contestazione ad Alessandro Di Battista, che si è trovato di fronte una piazza più anti-sistema di lui.

Come siamo arrivati fin qui? Chi è tutta questa gente? Per provare a rispondere ad alcuni di questi quesiti ho scritto un libro che si chiama La Gente. Viaggio nell’Italia del risentimento. C’è dentro l’esplosione dell’indignazione anti-Casta, le rivolte del movimento #9dicembre nel 2013, le proteste contro i migranti esplose un po’ ovunque, il complottismo, i nuovi trend dell’Internet italiano, e altro ancora.

Il tema centrale è il “gentismo”. La Treccani lo definisce un «atteggiamento politico di calcolata condiscendenza» verso la gente, considerato come un insieme vasto e indistinto; la politologa Nadia Urbinati lo caratterizza come «la reazione della gente comune contro gli adepti della politica»; nell’accezione più in voga negli ultimi anni è un modo particolare di stare su Internet contrassegnato dal pubblicare meme di scadente fattura, rilanciare bufale o scrivere commenti sgrammaticati e pieni di punti esclamativi.

Pur sfuggente, si tratta di un fenomeno politico che ha accompagnato la seconda Repubblica come un’ombra. La mia convinzione è che fissando questa ombra si possano cogliere al meglio le ambiguità, le contraddizioni e le pulsioni profonde della società italiana. Questo è un dizionario minimo delle parole e delle espressioni più significative e ricorrenti.

Gente – Il soggetto politico che, nella Seconda Repubblica, è la risorsa primaria da contendersi. Tra i primi a usare questa “nuova” categoria figura Beppe Grillo, che già nel 1992 parlava di “gentocrazia”. Poco dopo, a rivolgersi alla “gente” e non più al “popolo” arrivò l’ex Cavaliere. In un libro del 1995, La sinistra populista, uno degli autori ritiene che la “Gente” sia l’evoluzione del vecchio “popolo”, venuta fuori dalla retorica “sondaggistico-pubblicitaria” e caratterizzata dal consumo «anche e soprattutto di informazione, di cultura (in senso lato), di politica». Un altro autore ancora sostiene che la gente sia un “contenitore vuoto” da riempire a piacimento. Michele Santoro, in una dichiarazione del 1995, arrivò a rivendicarne la paternità: «L’espressione gente l’abbiamo inventata noi, e la sinistra l’ha abbandonata in mano a Berlusconi».

Casta – L’arcinemico per antonomasia della Gente. Le sue origini risalgono alla pubblicazione de La casta, nel 2007. L’affilato saggio di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo ridefinisce il paradigma della politica italiana, e concorre – ben al di là delle intenzioni degli autori – alla creazione del concetto di Casta. Il discorso intorno a quest’ultima, tuttavia, si incanala ben presto in uno schema retorico polarizzante: da una parte c’è un “Noi” puro e incontaminato, dall’altro c’è sempre una Casta responsabile di tutti i mali. Come noto, a sfruttare appieno questo frame sono stati Beppe Grillo e il MoVimento 5 Stelle.

Rivoluzione – Nel dicembre del 2013 le piazze di molte città d’Italia si riempiono di persone incazzate contro tutto e tutti, i social sono invasi da una foto di Sandro Pertini accompagnata da una falsa citazione: «Quando il governo non fa ciò che vuole il popolo va cacciato con mazze e pietre». È la cosiddetta “Rivoluzione” organizzata dal Coordinamento 9 Dicembre, uno strambo movimento che riunisce sigle oscure, guidato da Danilo Calvani, Lucio Chiavegato e Mariano Ferro. Partita in sordina, la mobilitazione esonda e conquista le prime serate tv; il grande salto – la manifestazione su Roma – però non riesce. Nonostante il fallimento, la “ribellione” crea un nuovo modello di protesta sociale.

Catena umana – Nel 1993, attivisti del Msi accerchiano il Parlamento sfoggiando t-shirt con la scritta «Arrendetevi, siete circondati». È la prima, plateale violazione del “recinto sacro” di piazza Montecitorio. Si forma il mito della “catena umana” attorno al parlamento, che si declina in varie forme e attraversa vari momenti storici. Nel 2012, un’associazione chiamata “Catena Umana Attorno Al Parlamento Italiano” lancia una propria mobilitazione al grido di «Fuori la Casta da Montecitorio». Cinque anni dopo – nel marzo del 2017 – va in scena la manifestazione #CircondiamoIlParlamento, a trazione grillina. Il M5S, del resto, è al momento l’unico partito in grado di padroneggiare questo mito.

Sostituzione etnica – Per Matteo Salvini, il filosofo “marxiano” Diego Fusaro e diversi esponenti della destra, imprecisati Poteri Forti starebbero implementando un diabolico piano di “sostituzione programmata” e “etnica” ai danni degli italiani. La tesi è stata elaborata nel 2011 dall’intellettuale francese di estrema destra Renaud Camus, secondo il quale le popolazioni originarie del Maghreb e dell’Africa centrale starebbero soppiantando i “francesi di ceppo”. Da quel momento, un’argomentazione fondamentalmente paranoica attecchisce in tutta Europa, mescolandosi non di rado con un’altra teoria del complotto – quella del cosiddetto “piano Kalergi”, o “genocidio dei popoli europei”.

Chi ti paga? – In una qualsiasi discussione politica sui social, è quasi matematico che a un certo punto spunti il fatidico “chi ti paga?” Di solito, almeno negli ambienti grillini, la risposta è semplice: il Pd, o comunque qualche altro partito della Casta. Ultimamente, però, a questa se ne è aggiunta un’altra: ti paga George Soros. Anche in Italia, infatti, il finanziere e filantropo ungherese è diventato – per dirla con un tweet di Wu Ming – il bisillabo che sostituisce il vecchio “complotto pluto-giudaico-massonico”. Soros quindi è dappertutto, è dietro ogni cosa e finanzia chiunque – dalle alte sfere istituzionali, fino all’ultimo commentatore Facebook.

Buongiornissimo!! Caffè?? – Le due parole chiave del “buongiornismo”, ossia quella tendenza online che porta i cinquantenni a «condividere compulsivamente immagini sgranate con cui augurano buongiorno ai loro amici o li invitano a prendere il caffè». Chiaramente apolitico, il fenomeno ha assunto una dimensione politica quando grosse pagine Facebook come “Voglio Solo Amore” e “Cuore Piccole Dolcezze” si sono messe di punto in bianco a fare propaganda per il Sì. Si trattava, con ogni evidenza, di una campagna di marketing occulto per far passare certi messaggi governativi – una campagna, però, che non ha colto minimamente nel segno.

*Leonardo Bianchi è news editor di VICE Italia. Ha un blog dal 2008 che si chiama La Privata Repubblica. La Gente è il suo primo libro.

[Foto in apertura di Gianni Cipriano / The New York Times / Contrasto]

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