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4 novembre 2017

Mai più stivali sul terreno, l’era della guerra per procura

Dopo l’Iraq e l’Afghanistan la parola d’ordine è disimpegno. Dagli Usa all’Italia, si preferisce addestrare le milizie locali. Con enormi risparmi e diverse incognite

Alberto Bellotto

Quando Donald Trump ha firmato la terza versione del suo travel ban più di qualche generale dalle parti di Stoccarda ha sbattuto i pugni sul tavolo. Nella nuova lista di Paesi banditi dal presidente è comparso anche il Ciad, uno Stato sempre defilato e raramente coinvolto nel terrorismo, ma soprattutto nuovo partner dell’Africom, il comando africano degli Stati Uniti che ha sede nella città tedesca. Punire i cittadini di quel Paese ha incrinato il legame di fiducia tra N’Djamena e Washington ponendo un freno alla nuova strategia globale americana.

L’esercito statunitense sta portando avanti una serie di missioni di addestramento delle forze di sicurezza locali (Ciad incluso) nel quadro di una nuova strategia che superi quanto fatto negli ultimi 15 anni. Gli Usa hanno deciso infatti di lasciare a casa i famosi boots on the ground per puntare tutto sulla cooperazione e il training. Ovviamente non sono i soli a farlo, anche l’Europa si è tuffata in questo nuovo corso, e l’Italia con lei. Il nostro Paese solo quest’anno ha messo sul piatto oltre 300 milioni di euro per operazioni di addestramento che vanno dal Mali all’Iraq…

 Continua sul numero di pagina99 in edicola dal 3 novembre e in edizione digitale

[Foto in apertura di Staff Sgt. Kulani Lakanaria / U.S. Africa Command]

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