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30 ottobre 2017

Benvenuti nell’era del tele-turismo

Dalla Ragusa di Montalbano all’Albuquerque di Breaking Bad, le serie tv stanno generando la più pervasiva promozione territoriale mai esistita

Sebastiano Pucciarelli

Il grido di una turista alle Vele di Scampia. Le hanno scippato lo zaino. Gli altri visitatori della terra di Gomorra la rincuorano: «Che fortuna, derubata a Scampia. L’esperienza turistica definitiva!». È solo finzione cinematografica, una scena dal recente Ammore e malavita dei Manetti Bros., ma esprime bene l’attrazione del pubblico globale verso i luoghi delle grandi serie tv.

Ecco invece alcune scene realmente accadute in questi mesi. Esterno giorno, periferia di Albuquerque, paesaggio americano arido del New Mexico: sotto un sole cocente, due uomini all’angolo della strada si passano una busta con dei piccoli cristalli blu. Poco più in là, una signora urla contro i ragazzi che hanno lanciato una pizza sul tetto di casa sua.

Tutto vero ma, anche qui, c’è lo zampino di una delle serie di maggior culto, quel Breaking Bad che per cinque stagioni ha inchiodato agli schermi milioni di spettatori e fatto conoscere al mondo il professore di chimica/spacciatore Walter White: quei due uomini non si stanno scambiando metanfetamina, bensì le caramelle del negozio The “Bad” Candy Lady (10 dollari per 100 grammi di cristalli zuccherini), mentre la donna sta scacciando gli ennesimi fan-vandali che replicano scene della serie intorno alla sua abitazione…

 Continua sul numero di pagina99 in edicola dal 27 ottobre e in edizione digitale

[Foto in apertura di Rick Scibelli Jr. / The New York Times / Contrasto]

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