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31 ottobre 2017

Jimmy Wales: «Wikipedia non è maoismo digitale»

Le notizie false, i rischi dell’uno vale uno, il ruolo dell’anonimato. In questa intervista il fondatore dell’enciclopedia online si difende dalle accuse di populismo

Angelo Paura

Dobbiamo iniziare parlando di Donald Trump. Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia e ora impegnato nel nuovo progetto WikiTribune, sorride e fa un sospiro. E non mi lascia neppure terminare la domanda. «Posso subito dire che Trump non ha assolutamente influenzato il metodo di lavoro e la comunità di Wikipedia. Certo, gli editor prendono nota di quello che dice il presidente americano e controllano le fonti, per capire se è attendibile, ma diciamo che non si tratta della loro occupazione primaria». Da questo momento, nel corso di una intervista telefonica durata 30 minuti, non ha più voluto parlare di Trump e dell’attualità politica.

Sembrerebbe che l’enciclopedia online, il quinto sito più visitato al mondo, voglia vivere in una realtà pre fake news, pre populismi, pre uno vale uno. Ma non è così. Chiedo a Wales, americano di nascita ma da anni espatriato a Londra, se non si sente almeno un po’ in colpa per il rafforzamento dei populismi: in fondo è stato uno dei primi a parlare di conoscenza condivisa e di lotta contro le gerarchie del sapere…

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[Foto in apertura di Henrik Sorensen / Getty Images]

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