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21 ottobre 2017

I nuovi vitelloni tendenza spritz

Professionisti-architetti-scribacchini o designer-stylist-autori Tv. Da Cucchi di Milano come da Necci a Roma s’avanza la classe dei postmodernisti del salatino

Mattia Carzaniga

Per qualche anno ho abitato vicino a Cucchi. Ai non milanesi dirà forse qualcosa, probabilmente niente. Per i milanesi è Cucchi, e basta. Ci hanno appena fatto un documentario, si intitola Cesare Cucchi – Storia di una pasticceria milanese, racconta per l’appunto del signor Cesare, oggi ottantacinque anni, e del mondo che ha creato tutt’attorno alla sua cassa. Negli anni (poco interessanti) in cui ho abitato vicino a Cucchi, l’ho anche parecchio frequentato. E lì ho scoperto una tipologia umana che è sotto gli occhi di tutti e che nessuno però vede: chiamiamoli i nuovi vitelloni.

Da Cucchi, e in mille altri posti, abitano ancora questi professionisti dell’aperitivo inteso come eterna occasione sociale, loro sperano pure professionale. Il bello è l’assoluta controtendenza, quel loro essere totalmente milanesi mentre mettono in atto una cosa totalmente non milanese: cominciare a bere gli spritz (in quegli anni lì non erano ancora così diffusi, per la verità) alle cinque del pomeriggio, pure prima. La differenza principale è presto detta.

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[Foto in apertura di Everett Collection / Contrasto]

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