Seguici anche su

9 ottobre 2017

Là dove l’Europa è sinonimo di Berlino

I Paesi del blocco orientale restano legati a Bruxelles più per i rapporti commerciali con la Germania che per adesione convinta. Una situazione difficile da sanare

Giovanna Faggionato

Al di fuori dei suoi 6 mila abitanti, i pochi europei che conoscono Hainburg sono i crocieristi del Danubio: dopo aver lasciato Vienna e poco prima di arrivare a Bratislava attraccano in questa cittadina austriaca distesa tra le foreste e l’ansa del fiume, a ridosso del confine con la Slovacchia. Ancora meno sono coloro che conoscono i suoi supermercati. Eppure il cibo venduto nei negozi di Hainburg è diventato un argomento di dibattito politico ai massimi livelli dell’Unione europea.

Quando tra novembre e dicembre 2016, il ministero dell’Agricoltura e dell’Alimentazione slovacco ha analizzato 22 prodotti alimentari venduti nelle sue catene al dettaglio e li ha comparati con quelli di Bratislava, distante appena dodici chilometri, ha scoperto che «fino a metà dei prodotti contengono differenze che hanno un impatto significativo sulla loro qualità».

Lo stesso succo di arancia con lo stesso nome e lo stesso marchio, in Slovacchia ha più conservanti e più dolcificanti, la stessa carne ha meno proteine e più grasso. Sarà che con l’Europa dell’Est la politica è sempre stata una questione di prodotti sugli scaffali – Angela Merkel ha confessato che ancora oggi compra quello che non le serve per paura di non avere abbastanza scorte come nella Ddr – sta di fatto che il doppio standard degli alimenti tra una sponda e l’altra del Danubio è stato citato persino nel discorso sullo Stato dell’Unione dal presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker…

 Continua sul numero di pagina99 in edicola dal 6 ottobre e in edizione digitale

[Foto in apertura di Laif / Contrasto]

Altri articoli che potrebbero interessarti