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15 settembre 2017

Sonda Cassini, polvere di stella

Grazie a lei sappiamo che su Encelado e Titano è possibile la vita. Storia della sonda un po’ italiana che termina la sua corsa dissolvendosi nel cielo di Saturno

Stefano camera*

Una delle scene cult di V per Vendetta, la pellicola di James McTeigue ispirata alla graphic novel distopica di Alan Moore e David Looyd, si svolge proprio nei primi minuti del film, quando un’incredula Natalie Portman assiste alla conflagrazione del tribunale londinese dell’Old Bailey ad opera del mascherato protagonista V, il quale, a guisa di direttore d’orchestra, fa accompagnare le esplosioni dal maestoso finale dell’Overture 1812 di Tchaikovsky.

Possiamo immaginarli così —non ci sono telecamere per riprenderli—i brevi minuti di questo venerdì 15 settembre quando, alle 13.53, ora italiana, inizia la meteorica fine della sonda Cassini, destinata a vaporizzarsi in volo precipitando a folle velocità attraverso l’atmosfera idrogenica di Saturno, sfrecciando tra le nubi di cristalli di ammoniaca che conferiscono al sesto pianeta del sistema solare il suo caratteristico colore giallognolo.

Il suicidio programmato della sonda Cassini è l’atto finale di un’avventura iniziata quasi vent’anni fa, il 15 ottobre del 1997, e al di là della sua spettacolarità – una fine meritata per uno strumento che ha esteso la conoscenza del genere umano ben oltre le frontiere del nostro piccolo grumo di terra e acqua – ha ragioni ben più profonde: quelle di non contaminare con materiale “alieno” gli ecosistemi di alcuni satelliti di Saturno quali Encelado e Titano…

Continua sul numero di pagina99 in edicola dal 15 settembre e in edizione digitale

*Stefano Camera è cosmologo presso l’Università di Torino

[Foto in apertura di Nasa]

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