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24 agosto 2017

Attentato a Barcellona, le immagini dell’orrore e il dilemma dei media

Il ruolo dei media è in grande mutazione. Dovrà essere distinto da quello dell’autorità ma anche da quello dei semplici cittadini

Massimo Mantellini

Dal numero di pagina99 in edicola dal 25 agosto e in edizione digitale

Era già successo nel 2015, in occasione degli attentati terroristici a Bruxelles; è accaduto di nuovo in questi giorni in Spagna a Barcellona. Alla richiesta delle autorità di non condividere sui social media le immagini delle stragi in corso molti utenti di Twitter e altri social network hanno risposto postando foto di gattini collegate alle parole chiave più usate (#barcelona, #barcelonattacks ecc).

Lo scopo di una simile strategia è chiaro: non solo acconsentire a una richiesta che si ritiene giustificata ma ostacolare in qualche modo quanti, in quel momento di caos e difficoltà, stiano cercando dentro il flusso delle notizie immagini terribili di morte e distruzione.

Il tema è meno banale di quanto si possa credere. Da un lato aderire alle richieste delle autorità riunisce motivazioni ragionevoli: non fornire informazioni ai terroristi durante le operazioni e non fare da grancassa ad azioni criminali che hanno nell’impatto mediatico la loro forza, dall’altro sostenere in maniera acritica la versione ufficiale del potere è un esempio tipico di come l’informazione talvolta veda il proprio ruolo messo in discussione. Inoltre, nelle emergenze informative, da quando esistono Internet e gli smartphone, i testimoni sul posto e i cittadini in generale, sono diventati pedine fondamentali.

Il ruolo dei media è insomma in grande mutazione. Dovrà essere distinto da quello dell’autorità ma anche da quello dei semplici cittadini. Dovrà tener conto dei gestori delle piattaforme e di quanti nei momenti di grande crisi non trovano di meglio che agitare le acque dei nostri sentimenti scossi, condividendo false informazioni o scene terribili.

Fra costoro, purtroppo, andranno compresi anche molti media professionali, disposti a scambiare orrore e notizie non confermate in cambio di qualche click in più. Anche nei loro confronti una lunga sequenza di gattini, a sostituire immagini di dolore e distruzione, sarà una risposta civile, inedita e più che rispettabile.

[Foto in apertura di Lutz Jaekel / Laif / Contrasto]

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