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10 agosto 2017

Cosa c’è di nuovo nel mondo, 18 reportage

Un numero estivo in edicola per due settimane. In cui gli autori di pagina99 sparsi per il pianeta raccontano come stanno cambiando le loro città adottive

Redazione

Dal numero di pagina99 in edicola dall’11 agosto e in edizione digitale

«Su questa strada non c’è benedetta anima viva. Sono scomparsi tutti tranne me e si sono portati via il mondo»
– C. McCarthy, La Strada

Facciamo un gioco. Chiudete gli occhi e mettete in fila tutte le città in cui siete stati o che vorreste visitare. Ora segnatele su una mappa. Quante sono rimaste fuori dalla vostra immaginazione? Nelle storie che leggerete sul nuovo numero, gli autori di pagina99 sparsi per il pianeta ci raccontano come stanno cambiando le loro città adottive, quali tensioni le attraversano e quali nuove geografie, urbane, politiche, culturali, stanno prendendo forma.

Marta Ottaviani, freelance divisa tra Italia, Grecia e Turchia, è tornata ad Atene, la capitale greca che non si arrende alla crisi. E resiste nei caffè, nelle gallerie d’arte, nei quartieri dello shopping a buon mercato. Angelo Paura ha preso il ferryboat ed è ritornato a Manhattan. Fino a qualche tempo fa l’Isola era considerata un posto da cui fuggire, surclassata da Brooklyn, oggi tutti vogliono vivere nel luogo che, per dirla con Oriana Fallaci, sarebbe capace di sedurre anche il più ostile dei marxisti.

Dall’altro lato dell’Oceano, Cecilia Attanasio Ghezzi fotografa la grande trasformazione di Pechino, con il nuovo piano urbanistico che sta cancellando la vecchia città dei vicoli e della vita in strada per fare spazio a grattacieli e nuovi ricchi.  E poi con Laura Cappon al Cairo, dove la repressione del regime di al Sisi ha silenziato il dissenso ma non l’ha spento, nei pochi bar rimasti aperti e nelle case si continua a produrre cultura e politica.

Dalla terrazza dell’hotel Pashtunistan, invece, Giuliano Battiston recupera una Kabul inedita rileggendo una vecchia guida della città, quando, tra gli anni Sessanta e Settanta, era meta degli hippy provenienti da tutta Europa. E poi ancora Città del Capo e Bamako, due metropoli che fanno a pezzi i cliché sull’Africa; il rinascimento di Bogotà, capitale della Colombia; le avventure siberiane di Paolo Stefanini, le metamorfosi di Londra e Parigi, il “ri-sviluppo” di Tokyo che si prepara alle Olimpiadi del 2020, la città “finta” Pyongyang nel suo essere metaforica Truman Show del comunismo.

Diciotto tappe nel mondo attraverso gli sguardi di chi abita i luoghi della mutazione, le metropoli.

[Disegno in apertura di Matteo Pericoli]

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