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1 agosto 2017

Se dio è un problema sul posto di lavoro

Dal 2006 al 2016 il numero di cause di lavoro intentate per motivi di discriminazione religiosa è cresciuto del 50% negli Stati Uniti

Dal numero di pagina99 in edicola dal 28 luglio e in edizione digitale

Manifestare il proprio credo religioso, o persino praticarlo, sul luogo di lavoro è ancora un tabù? Lo U.S. Equal Employment Opportunity Commission, l’ufficio americano che si occupa di verificare il rispetto dei diritti civili negli ambienti professionali, certifica che dal 2006 al 2016 il numero di cause di lavoro intentate per motivi di discriminazione religiosa è cresciuto del 50% negli Stati Uniti.

La ragione dell’incremento, tuttavia, non è da rintracciarsi necessariamente in una crescente intolleranza, secondo Tanenbaum, una non profit che si batte contro i pregiudizi religiosi. Mark Fowler, vice presidente esecutivo dell’associazione, ha spiegato al Wall Street Journal che l’aumento delle controversie deriva in gran parte dal fatto che gli ambienti di lavoro sono diventati più multiculturali rispetto a dieci anni fa, con una varietà di fedi religiose tra i dipendenti molto più ampia.

Il titolo VII del Civil Rights Act proibisce la discriminazione lavorativa su base etnica, sessuale, religiosa, di razza e impone ai datori di lavoro di garantire la libertà d’espressione religiosa dei propri dipendenti a meno che questa non danneggi l’azienda o i colleghi. Consentire ai fedeli ebraici di fare la pausa per lo Sabbath o far sì che nelle mense ci sia cibo halal per i musulmani, sono alcune delle misure più diffuse nelle aziende. Si tratta però talvolta di un equilibrio difficile da raggiungere.

Una ricerca del 2013 di Tanenbaum, realizzata su un campione di 2.024 lavoratori, ha mostrato per esempio che i lavoratori bianchi evangelici e i non-cristiani più di altri sono convinti che la loro fede non venga rispettata sul lavoro, e che il 28% dei lavoratori sostiene che le discriminazioni contro i cristiani siano un problema serio così come quelle ai danni delle minoranze religiose.

Poche settimane fa, per cercare di ovviare al problema, il gigante francese Total, che ha circa 96 mila dipendenti, ha distribuito ai suoi un documento di oltre 80 pagine: guida completa alla religione, con tanto di indicazioni a manager e dipendenti su come rapportarsi con le diverse fedi e anche un’infarinatura sui fondamenti delle principali religioni del mondo.

[Foto in apertura di Jon Nazca / Reuters / contrasto]

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