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31 luglio 2017

Snapchat resuscita gli odiati QR code

Compaiono su manifesti e confezioni. Ma non funzionano. Così l’app li ha reinventati

Federico Gennari Santori

Dal numero di pagina99 in edicola dal 28 luglio e in edizione digitale

Avete presente i QR code? Ma sì, quegli strani riquadri pieni di quadratini bianchi e neri, che a volte appaiono sui cartelloni pubblicitari o sulle confezioni dei prodotti… Se state pensando che non avete mai veramente capito a cosa diavolo servano, non dovete vergognarvi. È ciò che pensano praticamente tutti, dagli ultimi utilizzatori della tecnologia ai veri nerd. Perché è proprio questo il punto: il più delle volte i QR code non sono utili e funzionano anche male.

L’idea di base è che, una volta inquadrati con la fotocamera del vostro smartphone, quei codici grafici siano un’agevole porta di accesso a qualcosa di esterno, come un’applicazione, un’offerta commerciale, una semplice pagina web. In pratica, le cose vanno diversamente. Ma si sta per aprire un’era in cui saranno qualcosa di fondamentale.

La nuova vita dei QR code inizia nel 2014, quando Evan Spiegel, fondatore di Snapchat, torna nella Silicon Valley dopo un viaggio in Cina. È rimasto ammaliato dalle funzionalità di WeChat, l’app di messaggistica istantanea più diffusa nella Repubblica Popolare. In particolare, da come è riuscita a sfruttare i QR code, promuovendone l’utilizzo tra i cittadini per le operazioni più svariate: interagire con brand e celebrità, accedere a portali web, fare acquisti. Snapchat, nata come un’app camera-first, doveva trovare il modo di fare la stessa cosa. Così, l’allora 24enne Spiegel compra Scan, un’azienda specializzata in sistemi di lettura dei QR code, per realizzare un nuovo tipo di codice, funzionale, efficace ed esclusivo per Snapchat. E così è stato.

Oggi gli utenti dell’app leggono ogni giorno oltre 8 milioni di Snapcode (riquadri gialli in cui il codice è rappresentato da alcuni puntini che circondano il logo dell’app). E per il momento possono soltanto aprire pagine web o trovare amici da aggiungere. Presto, potrebbero diventare la chiave per usare servizi come il bike sharing, per comprare i biglietti della metro o del cinema, e per ordinare al ristorante. Snapchat ha di fronte un’interessante opportunità economica, che va di pari passo con l’affermazione della realtà aumentata. E che altri però saranno intenzionati a sfruttare.

Come già fatto per altri strumenti introdotti dall’app, Mark Zuckerberg potrebbe presto copiare gli Snapcode e introdurli su Facebook e Instagram. Google, con l’app di messaggistica Allo, lo ha già fatto mesi fa. Un settore promettente che potrebbe essere lo scenario di una nuova guerra tra colossi. E che, comunque vada a finire, riporterà in auge i disprezzati QR code.

[Foto in apertura di Roberto Caccuri / Contrasto]

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