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21 luglio 2017

La SwissExit che minaccia 70 mila lavoratori italiani

Solo 4 anni fa il Comune di Chiasso chiedeva alle aziende tricolori di trasferirsi. Ora c'è aria di chiusura: «Così trovano posto solo i frontalieri»

Samuele Cafasso

Da “Benvenuta Impresa”, con tanto di tappeti rossi stesi a Chiasso a favore degli imprenditori lombardi, a “statevene a casa”, il passo potrebbe essere più breve e più veloce di quanto non si pensi. C’è un’altra Brexit in vista nel Vecchio Continente che può toccare gli italiani molto da vicino. Certo, la Svizzera non è la Gran Bretagna e, per altro, nell’Unione europea nemmeno c’è. Ma quella fitta rete di fili che lega la Confederazione elvetica a Bruxelles – di fatto una adesione mascherata, sostengono i detrattori – potrebbe presto essere la nuova vittima della stagione dei muri e dei populismi che attraversano l’Occidente.

In questo inizio di millennio, le cose succedono tutte molto velocemente: nel 1999 la Svizzera firmò con l’Ue l’accordo di libera circolazione delle persone, tappa decisiva di un processo di avvicinamento iniziato in realtà molto prima e continuato negli anni seguenti. Per la Confederazione elvetica alle prese con una trasformazione difficile – gli anni d’oro del segreto bancario sono finiti –, gli accordi con l’Europa sono stati un’ancora per dotarsi di una nuova struttura economica attirando imprenditori dai Paesi vicini. Anche italiani.

Nel 2013, fu la volta di Chiasso: all’iniziativa “Benvenuta Impresa”, organizzata dalla municipalità per spiegare agli imprenditori italiani i vantaggi del trasferimento in Svizzera, si presentarono in 900 (nemmeno ci stavano tutti nel teatro dove era previsto l’incontro), dopo aver ottenuto dagli organizzatori la garanzia di un totale anonimato. La trasparenza ok, ma non si sa mai. Obiettivo della municipalità: attirare nuove imprese, soprattutto in settori ad alto valore aggiunto come l’informatica, per rilanciare l’economia del Mendrisiotto.

Quattro anni dopo, le imprese italiane sono sempre benvenute? Agli uffici del comune di Chiasso, assente il sindaco perché in vacanza, un funzionario che preferisce non essere citato per nome ci spiega che «“Benvenuta impresa” no, non sarà replicata. E d’altronde non abbiamo nemmeno dati da fornirle per dire se l’iniziativa ha avuto successo o meno. Mi lasci però dire che quella iniziativa un po’ è stata fraintesa, come se di qui ci fosse la Mecca, il Bengodi»…

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[Foto in apertura di Martin Parr / Magnum Photos / Contrasto]

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