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9 luglio 2017

Bruxelles colpisce Google ma non centra il bersaglio

La multa record di 2,4 miliardi legittima il sistema con cui Big G raccoglie informazioni sensibili su ciascuno di noi. E autorizza Amazon a fare altrettanto

Paolo Bottazzini

Se Google fosse un cittadino americano qualunque, il provvedimento varato dalla Commissione europea lo scorso 27 giugno potrebbe figurare in un racconto di Kafka: un solo ufficio, quello dell’Antitrust, si assume sia il ruolo dell’accusa sia quella del giudizio, e alla fine si dà ragione imponendo l’ammenda più alta mai fissata nella storia dell’istituzione, 2,4 miliardi di euro.

Ma l’imputato questa volta non è l’individuo della postmodernità, inerme contro la vessazione del potere, perché Alphabet è uno dei colossi della Silicon Valley che domina il pianeta, con oltre l’88% delle quote del mercato delle ricerche online, e un fatturato di oltre 90 miliardi di dollari nel 2016.

È Google a veicolare la prevaricazione del potere, razziando le risorse finanziarie dei settori che intercetta con i suoi servizi, e i dati personali degli utenti che vi ricorrono; e per lo più esercita la sua forza con la stessa inaccessibilità della Legge kafkiana, visto che nessuno può conoscere i criteri degli algoritmi che macinano i calcoli dei suoi software.

La decisione della Commissione europea quindi riafferma il primato delle istituzioni politiche nella regolamentazione della convivenza civile, e della lealtà commerciale: l’autorità legittima interviene a perimetrare l’egemonia dei soggetti privati, in vista del bene pubblico.

Ma è proprio questo che si è verificato con la decisione di Bruxelles? Anzitutto il fatto. Alphabet non è stata condannata per l’invadenza che le consente di accaparrarsi una quota prossima al 50% dell’intero mercato della pubblicità online, o di tenere sotto controllo quasi il 90% delle ricerche planetarie, o di rilasciare il 67% dei browser attivi su computer e cellulari, o di gestire oltre 1 miliardo di indirizzi di posta elettronica con Gmail, o di saccheggiare e riutilizzare i dati degli utenti, raggiunti tramite la loro adesione ai servizi del Gruppo…

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[Foto in apertura di Peter Power / Reuters / Contrasto]

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