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5 luglio 2017

Imparare è divertirsi

Einstein lo aveva intuito. E successive le ricerche sull’apprendimento lo hanno dimostrato

I geni si riconoscono per la loro abilità nel capire argomenti estremamente complessi. Ma per il premio Nobel Richard Feynman il loro vero tratto distintivo è la capacità di spiegare le cose in maniera estremamente semplice. Si pensi ad Albert Einstein, il genio per eccellenza.

Nel 1915 lo scienziato viveva a Berlino e stava lavorando alla teoria della relatività, mentre la prima moglie Mileva Maric, da cui stava divorziando, viveva a Vienna insieme ai loro due figli. All’epoca Einstein intratteneva con la sua famiglia una corrispondenza regolare. Tra le lettere inviate dal fisico ce n’è una, scoperta di recente e pubblicata dalla scrittrice Maria Popova sul suo blog BrainPickings, che esemplifica bene come Einstein si esprimesse con un linguaggio estremamente chiaro, senza giochi di parole.

Nella missiva, inviata al figlio Hans, che all’epoca aveva 11 anni, lo scienziato utilizza proprio la forza della semplicità per impartire alcuni utili consigli pratici su come apprendere più velocemente. «Sono davvero contento», scrive, «che tu provi gioia nel suonare il pianoforte. Suonare e i lavori di falegnameria sono a mio parere le occupazioni più adatte alla tua età, anche migliori della scuola.

Sono perfette per una persona giovane come te. Soprattutto, ricordati di suonare al pianoforte le cose che più ti piacciono, anche se la tua insegnante non te le ha assegnate. Il modo migliore per imparare in fretta è fare cose che ti divertono così tanto che non ti accorgi più neanche del tempo che passa. Io a volte sono così preso dal mio lavoro che mi dimentico persino di pranzare…».

Non sorprende che in seguito le ricerche sull’apprendimento abbiano dimostrato la correttezza dell’intuizione di Einstein che la passione, la completa immersione in un’attività (il concetto di flusso teorizzato nel 1975 dallo psicologo ungherese Mihalyi Csikszentmihalyi) e persino qualche risata aiutino a imparare meglio e più in fretta di evidenziatori e flashcard per memorizzare le informazioni. Resta il bizzarro riferimento alla falegnameria: né le ricerche sull’apprendimento, né gli psicologi dell’infanzia, a quanto ne sappiamo, hanno mai fatto menzione di suoi effetti benefici.

[Foto in apertura di Afp / Getty Images]

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