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30 giugno 2017

Il nemico è lo Stato, storie di genitori arrabbiati

Contro i vaccini, le mense, l’educazione alla parità. Una galassia dominata da individualismo, fake news, autonomismo e cattolicesimo radicale

Samuele Cafasso

Antonio Affinita è una vecchia conoscenza delle redazioni dei giornali. Alla fine degli anni Novanta, insieme a sua moglie Maria Rita Munizzi, fondò il Moige, l’associazione dei genitori che ogni giorno riusciva a conquistare spazio sui giornali denunciando i programmi televisivi a loro dire inadatti ai bambini: troppa violenza, troppo sesso, troppe parolacce. Kubrick non va bene, il telefilm con i baci gay nemmeno. Ai censori non sfuggiva niente.

Di Affinita mi ero quasi dimenticato fino alla settimana scorsa, quando ho scoperto che ha trovato un nuovo, popolare filone di lotta. C’è un video su Facebook in cui è ripreso di spalle, mentre arringa qualche centinaio di persone a Roma. A un certo punto urla: «Non si strappano i figli alle mamme». E la folla esplode: «Libertà, libertà, libertà!». Il titolo del video è «Il sequestro di Stato dei nostri figli non è possibile», la manifestazione è a favore «della libertà di scelta vaccinale».

A colpire non è tanto il tema – i vaccini sono una questione seria e le critiche al decreto Lorenzin più che legittime – ma gli argomenti. Si parla poco di medicina, molto di Stato, libertà, dittature. Ma non è così sorprendente, in realtà: «La vaccinazione, come la schiavitù, solleva alcune domande incalzanti riguardo ai diritti sul proprio corpo», scrive Eula Biss in Vaccini, virus e altre immunità (Ponte alle Grazie, 2015). «Ma, come ha sottolineato la storica Nadja Durbach, i movimenti antivaccinali spesso sono più interessati all’abolizione in quanto metafora della libertà individuale, piuttosto che come obiettivo condiviso».

Cosa ci racconta del Paese il movimento no-vax? Non tutto, ma una parte rilevante flirta con il vasto bacino di chi vede nello Stato un nemico da abbattere, una realtà ostile da cui difendersi. I bambini sono diventati il campo di battaglia. Non è la prima volta: è successo al Family Day – «Giù le mani dai nostri figli» – e in occasione della “battaglia del panino” in cui decine di famiglie si sono battute in nome del “diritto” dei propri figli di mangiare in mensa i cibi portati da casa.

L’anti-Stato fa parte dello storia d’Italia da oltre 150 anni, sia detto senza giudizi di merito: contro lo Stato “piemontese” i meridionali dopo l’unificazione, contro lo Stato invasore i cattolici dopo Porta Pia. Né con lo Stato né con le Br la sinistra più ambigua negli anni Settanta, contro Roma ladrona la Lega degli anni Novanta. Lo sciopero delle tasse contro lo Stato gabelliere, l’assedio al Parlamento dei corrotti. Oggi è l’ora dei genitori, in una contemporaneità sballottata tra crisi delle autorità, fake news, frantumazione dell’opinione pubblica…

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[Foto in apertura di Stefano Pavesi / Contrasto]

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