Seguici anche su

27 giugno 2017

Europa e Usa verso la guerra dell’acciaio

Trump sta facendo ricorso a una legge che autorizza il governo a imporre limitazioni sull'import qualora la concorrenza straniera indebolisca l’industria nazionale

Admin

Le importazioni d’acciaio sono state al centro degli incontri che, nelle ultime due settimane, si sono svolti negli Stati Uniti tra militari tedeschi e olandesi da una parte e gli uomini del Pentagono dall’altra. La missione statunitense, secondo il Financial Times, fa parte di una campagna di lobbying portata avanti dagli europei, preoccupati delle mosse che il presidente americano potrebbe prendere nelle prossime settimane a sostegno dell’industria siderurgica nazionale.

L’intervento dei militari e del Pentagono, in realtà abbastanza inusuale, è dovuto al fatto che Donald Trump sta facendo ricorso a una legge del 1962 che autorizza il governo a imporre limitazioni sulle importazioni qualora la concorrenza straniera indebolisca l’industria nazionale al punto da impedirle di rifornire prontamente, quando e se necessario, le forze armate. Secondo le imprese americane è esattamente quello che sta succedendo.

Una inchiesta è stata lanciata dal governo ad aprile e l’esito è atteso a breve: se l’amministrazione dovesse propendere per l’idea che sia a rischio la sicurezza nazionale, scatterebbe una tassa sull’import del 25%, nello scenario peggiore, oppure un sistema di quote. L’obiettivo esplicito è colpire la Cina, ma il timore degli europei e dei tedeschi in particolare – l’Italia è il secondo produttore continentale, ma il caso Ilva ne ha minato le potenzialità – è che ne faranno le spese anche gli alleati. Sarebbe, dopo lo scontro sull’accordo per l’ambiente di Parigi e le frizioni sul ruolo della Nato, il terzo grande motivo di dissidio tra le due sponde dell’Atlantico.

Informalmente, sostiene il Financial Times, a Bruxelles si starebbero già discutendo le eventuali contromisure da prendere. Nel mirino, in particolare, potrebbero finire come ritorsione le importazioni agricole dagli Stati Uniti verso il continente europeo. Non è escluso, inoltre, che il caso venga portato all’attenzione del Wto. Canada, Brasile e Sud Corea sono attualmente i primi tre fornitori di acciaio per gli Stati Uniti. La Cina, sostengono però gli americani, continua a giocare un ruolo di primo piano attraverso le importazioni verso altri Paesi che, a loro volta, esportano poi negli Usa.

(sc)

[Foto in apertura di Paul Langrock / Laif / Contrasto]

Altri articoli che potrebbero interessarti