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24 giugno 2017

I Cinque Stelle amano i sondaggi e negano i diritti

Migranti, ius soli, fine vita. Sulle questioni etiche il Movimento si affida soprattutto al calcolo elettorale. E si avvicina sempre più alla Lega

Ilario Lombardo

«Salvini dice di essere pronto ad ascoltare tutti, compreso Beppe Grillo. E ancora: “Chiunque altro sostenga le posizioni della Lega, ad esempio Grillo che sull’immigrazione dice ‘Basta, ce ne sono troppi’, va bene, benvenuti”. Caro Salvini, vorrei rincuorarti sul fatto che tra il M5s e la Lega, tra Beppe e te, la distanza di visioni, idee, contenuti è siderale».

Mentre scriveva queste parole su Facebook, lo scorso 16 giugno, Roberto Fico non poteva immaginare che l’indomani, Beppe Grillo e il suo collega alla Camera, Luigi Di Maio, campano come lui, avrebbero fatto un ulteriore passo in avanti nell’operazione di avvicinamento all’universo della nuova Lega sovranista di Matteo Salvini.

Grillo lo ha fatto al Senato mettendo la parola fine al dibattito interno al M5s sulla legge che introduce lo ius soli; Di Maio, rilasciando un’intervista a Libero, una scelta che svela un pubblico di riferimento e conferma la strategia di strizzare l’occhio agli elettori della destra, specie a quelli concentrati nel Nord Italia.

Tanto perché il messaggio arrivi preciso, il vicepresidente della Camera Di Maio sfodera una terminologia che siamo abituati ad ascoltare sulla bocca di altri: «È mai possibile che prima di pensare al lavoro, o a un piano per dare incentivi e sgravi alle imprese che assumono giovani, oppure a un reale sostegno per le famiglie monoreddito con figli a carico, il Pd pensi a far approvare lo “ius soli”? Dopo aver perso Alfano, Renzi cerca forse il sostegno dell’ala più a sinistra del Parlamento».

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[Foto in apertura di  Chris McGrath / Getty Images]

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