Seguici anche su

24 giugno 2017

Amazon Go, prove di negozio automatico

Amazon e l’azienda svedese Wheelys stanno sperimentando gli shop del futuro, rispettivamente, a Seattle e a Hefei, in Cina

Non vi piace portarvi dietro contanti, odiate le file alla cassa e non amate parlare con i commessi? Siete i clienti perfetti del negozio del futuro che Amazon e l’azienda svedese Wheelys stanno sperimentando, rispettivamente, a Seattle e a Hefei, in Cina.
In Amazon Go, lo store di Seattle, l’azienda fondata da Jeff Bezos ha usato sensori e l’intelligenza artificiale per eliminare le casse.

Il negozio è modesto – appena 167 metri quadri – e negli scaffali è possibile trovare pasti pronti, snack e kit di cibo da cucinare a casa. Di certo scontenterà i sostenitori del diritto alla privacy. Prima di entrare è necessario passare sotto uno scanner una app specifica. E da quel momento Amazon è in grado di conoscere ogni dettaglio degli acquisti. Il cliente non deve fare altro che prelevare i prodotti dagli scaffali.

Un sistema integrato di sensori posizionati sulle mensole e di visori computerizzati individua i prodotti prelevati e li inserisce in una lista che, al termine dell’acquisto, viene addebitata direttamente sull’account di Amazon. In caso di ripensamenti, basta rimettere gli articoli negli scaffali e vengono stornati.

Più ambizioso ancora Moby Store che Wheelys sta mettendo a punto all’università di Hefei. È una specie di bus dotato di grandi vetrate trasparenti. Per poter entrare bisogna passare sotto uno scanner un codice a barre QR scaricato sullo smartphone. A quel punto le porte a vetri si aprono e l’esperienza ha inizio. Il cliente viene accolto dall’ologramma di un volto umano che, senza proferire verbo, con un lieve movimento del viso verso gli scaffali, ci invita all’acquisto.

Il negozio, sempre aperto, offre un’ampia gamma di prodotti: dalla frutta alle riviste, passando per snack e caffè. Il cliente non deve fare altro che scansionare il codice a barre del prodotto con un’apposita app per smartphone che contiene tutti i dati della nostra carta di credito. Finiti gli acquisti, si esce.

Wheelys ha deciso di testare il negozio in Cina per due ragioni: qui il 60% dei 175 milioni di transazioni giornaliere registrate dal sistema di pagamenti online Alipay è effettuata tramite smartphone; inoltre il caro affitti e l’aumento degli stipendi sta creando una grande domanda di negozi senza personale. Wheelys intende creare una catena di negozi itineranti, per intercettare meglio la domanda dove ce n’è bisogno (e a dirlo è l’analisi dei big data). Al posto dei commessi ci saranno ologrammi dotati di intelligenza artificiale.

Ultimo aspetto: la sicurezza. Per prevenire i furti, hanno messo a punto una tecnologia in grado di acquisire i dati biometrici del cliente: se l’acquisto fila liscio, alla fine i dati biometrici vengono cancellati automaticamente dal sistema.

(dlu)

Altri articoli che potrebbero interessarti