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20 giugno 2017

Gli europei sono tutti figli di caprai

Nuovi studi genetici dimostrano che l'europeo puro non esiste: il dna di chi abita oggi il Vecchio Continente, infatti, è figlio di una grande contaminazione. Risultato di migrazioni avvenute in 15 mila anni, come quella dei pastori Yamnaya dalle steppe a nord del Mar Nero

Per la propaganda nazionalista e xenofoba, le immigrazioni minacciano l’identità europea. Ma di quale identità parliamo? Nuovi studi genetici hanno dimostrato che l’europeo puro non esiste, l’ideologia della razza che ha generato la distruzione nazista era fondata su falsi storici e scientifici.
Gli europei sono figli di grandi mix etnici e culturali, quasi tutti quelli che noi consideriamo indigeni del Vecchio Continente sono in realtà discendenti di almeno tre grosse migrazioni avvenute in 15 mila anni, incluse due dal Medio Oriente. Migranti che hanno raggiunto l’Europa, si sono mescolati con i nativi dando origine agli europei di oggi.

Il team di ricercatori dell’università di Harvard guidati dal genetista David Reich ha analizzato il dna di 51 europei e asiatici vissuti tra 45 mila e 7 mila anni fa. Lo studio è arrivato alla conclusione che la maggior parte del dna degli europei moderni viene da ondate migratorie iniziate con l’arrivo di cacciatori e raccoglitori dal Medio Oriente tra i 19 mila e i 14 mila anni fa. Un secondo grande flusso migratorio, spiega la rivista Science, si è verificato circa 9 mila anni fa e fu animato dai contadini provenienti dal Nord dell’Anatolia, l’area che oggi comprende la Grecia e la Turchia. La terza grande ondata di immigrazione ci fu invece circa 5 mila anni fa, con l’arrivo dei caprai provenienti dalle steppe situate a nord del Mar Nero, quella che oggi chiamiamo Russia: i pastori Yamnaya che portavano con sé capre, pecore e i primi cavalli addomesticati.

Il mix tra le grandi famiglie migratorie e la contaminazione genetica degli europei varia a seconda delle aree del continente, ma non esclude nessuno. Anche il dna dei baschi, che per decenni hanno rivendicato la propria estraneità, genetica e culturale, rispetto agli spagnoli, è «molto simile a quello degli antichi contadini che popolavano il nord della Spagna prima dell’arrivo degli Yamnaya», spiega Science citando gli studi del genetista Mattias Jakobsson dell’Università di Uppsala, in Svezia. Insomma, l’Europa è figlia di una grande contaminazione.

[Foto in apertura di Getty Images]

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