Seguici anche su

9 giugno 2017

Omeopatia, per un pugno di (costosi) placebo

Nel 2002 i medici italiani decidono che l’omeopatia è roba loro. Comincia così l’ascesa di una pratica senza basi scientifiche ma sempre più legittimata

Antonino Michienzi

«I prodotti omeopatici non sono efficaci per curare nessuna malattia e, come tali, non sono integrativi né tanto meno alternativi ai trattamenti di provata efficacia. L’omeopatia è solo un costoso placebo». Nei giorni successivi alla morte del piccolo Francesco, il bambino di 7 anni deceduto per le complicanze di un’otite curata soltanto con prodotti omeopatici, l’unica voce che è risuonata in maniera forte e chiara per ribadire la posizione ufficiale della Scienza sull’omeopatia è stata quella della Fondazione Gimbe e del suo presidente Nino Cartabellotta.  Un’organizzazione privata il cui core business è la medicina basata sulle prove di efficacia.

Nessuna presa di posizione istituzionale, se non quella del presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Walter Ricciardi che timidamente ha ricordato che «i farmaci omeopatici rispondono a una teoria di diversi secoli fa che non ha trovato conferme scientifiche». Ma è stata poco più di una dichiarazione carpita a margine di un convegno da un giornalista di AdnKronos Salute. Per il resto le istituzioni hanno taciuto. O cincischiato.

«Sappiamo che i farmaci omeopatici sono complementari, non sostitutivi», si è limitata a ripetere la ministra della Salute Beatrice Lorenzin, intervistata da la Repubblica; la presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici Roberta Chersevani all’AdnKronos ha ribadito che «ci sono italiani che scelgono l’omeopatia, e sono molti. Ne dobbiamo tenere conto». L’importante è «non sottrarre mai il paziente a cure di comprovata efficacia».

Nelle stesse ore, mentre sul web spuntavano come funghi inviti alle istituzioni a schierarsi nel campo della Scienza e a rinnegare una volta per tutte la pratica fondata nel Settecento dal medico tedesco Samuel Hahnemann, un altro rappresentante del mondo medico esprimeva la sua posizione ai microfoni di una radio universitaria (Radio Cusano Campus): «L’omeopatia è un metodo terapeutico ormai collaudato da oltre 200 anni», affermava, secondo quanto riportato dall’agenzia Dire. «Parliamo di medicina e non di una chimera. Non si può essere contrari al vaccino che è una conquista dell’umanità, così come l’omeopatia che è una grande conquista dell’umanità».

A fare queste affermazioni è Dario Chiriacò, presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Rieti nonché presidente della Federazione Regionale dell’Ordine dei Medici del Lazio (Froml).  In sostanza è il vertice dell’organizzazione medica della provincia di Rieti e il rappresentante dei medici chirurghi di tutto il Lazio. Chiriacò, però, è soprattutto un medico omeopata e per queste sue competenze è coordinatore della commissione per le Medicine non Convenzionali della Fnomceo, la Federazione nazionale degli ordini dei medici…

► Continua sul numero di pagina99 in edicola dal 9 giugno o in edizione digitale

[Foto in apertura di Dorling Kindersley / Getty Images]

Altri articoli che potrebbero interessarti