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7 giugno 2017

Il cellulare, Trump e mia moglie

L’iPhone del presidente ha una sola applicazione installata, quella di Twitter. E il suo staff starebbe lavorando da tempo per fargliela usare il meno possibile

Massimo Mantellini

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump non usa il computer. Possiede però un telefono personale che è la causa (non l’unica) di numerosi incubi del suo staff quando, in totale autonomia, decide di twittare qualcosa. Il che avviene di solito dopo che il presidente ha seguito qualche notizia in tv, spesso su canali via cavo come Fox News.

Trump ha utilizzato per molto tempo uno smartphone Samsung, almeno fino a marzo di quest’anno quando, dopo un tweet nel quale affermava la necessità di “comprare americano” e “dare lavoro agli americani”, ha abbandonato il marchio coreano per passare a iPhone (anche se, come è noto, gli iPhone sono “pensati” in California ma prodotti in Cina da personale cinese).

Come da prassi, il presidente americano ha ricevuto a suo tempo dai Servizi Segreti un telefono sicuro da utilizzare per le comunicazioni in voce, un device che però non consente di twittare e nemmeno di comporre telefonate in autonomia. Così Trump, incurante di simili limitazioni di sicurezza, twitta direttamente dal suo iPhone, utilizzando non solo il profilo istituzionale @POTUS passatogli da Barack Obama (18,1 milioni di follower) ma anche dal suo indirizzo personale @realDonaldTrump (30,8 milioni di follower).

Qualche giorno fa, durante il G7 a Taormina, pare che il Presidente americano abbia proposto a un meravigliato Emmanuel Macron di scambiarsi il numero di cellulare, così da potersi parlare direttamente, senza troppe barbose formalità da capi di Stato. Secondo Mike Allen di Axion l’iPhone di Trump ha una sola applicazione installata, quella di Twitter appunto, e lo staff del Presidente starebbe lavorando da tempo per fargliela usare il meno possibile, nonché per ridurre il tempo che l’uomo più potente della terra passa davanti a certi programmi tv.

C’è qualcosa di inquietante per me nel notare che il programma pensato per Trump dal suo staff (meno Twitter e meno politica in TV) è lo stesso che mia moglie ha predisposto per me.

[Foto in apertura di Reuters / Contrasto]

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