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29 maggio 2017

Provate a vivere dentro Black Mirror

Al Barbican di Londra va in scena la fantascienza. Con un’enorme installazione sulle derive della nostra vita nostra virtuale, ispirata alla nota serie tv

Davide Campione

► Dal nuovo numero di pagina99, in edicola dal 26 maggio e in edizione digitale

Uno dei motivi della fortuna di Black Mirror, la serie tv inglese creata da Charlie Brooker che racconta le inquietanti implicazioni della tecnologia nella vita quotidiana, è che il futuro in cui è ambientata sembra essere molto prossimo: quello che avviene in alcune puntate, in linea teorica, potrebbe accadere anche oggi.

Come ci si sentirebbe allora se potessimo entrare fisicamente, per qualche istante, in quel mondo distopico? Saremmo più vicini alla fantascienza o alla realtà? La mostra Into the Unknown. A Journey through Science Fiction, in programma presso il Barbican di Londra dal 3 giugno, prova a rispondere.

Patrick Gyger, curatore dell’esposizione dedicata al mondo della fantascienza, ha voluto rendere omaggio a Black Mirror attraverso un’installazione imponente che occupa interamente uno degli ingressi dell’edificio e riproduce alcune scene di Fifteen Million Merits (“15 milioni di celebrità”), uno degli episodi più celebri della prima stagione della serie.

Nella puntata in questione, scritta dallo stesso Brooker e da sua moglie Konnie Huq, gli uomini sono obbligati a passare le loro giornate a pedalare davanti a degli schermi per ottenere i crediti (i meriti a cui fa riferimento il titolo) sufficienti a partecipare al talent show Hot Shots, che rappresenta, in caso di vittoria, l’unico modo per emergere dall’atroce mediocrità in cui sono relegati.

Le persone dormono in cubicoli contornati da schermi sui quali passano in continuazione video porno, programmi trash e spot pubblicitari. Un vero inferno, dove i confini tra il mondo delle immagini televisive e quello reale non sono più previsti e l’affermazione della propria individualità viene decisa dai giudici di un reality.

Come è nata l’idea di far vivere ai visitatori di Into the Unknown questo universo distopico? Lo spiega a pagina99 Mia Florin-Sefton del Barbican Centre: «Black Mirror è una delle più emozionanti e innovative serie televisive britanniche. Il suo successo ha portato la science fiction all’attenzione dell’opinione pubblica, rafforzando l’idea di questo genere come strumento di critica sociale e politica. Dato che la nostra mostra è dedicata al modo in cui la fantascienza ha dominato il mercato globale, la cultura visiva e l’immaginario pubblico, ci è parso perfettamente logico lavorare coi produttori della serie; li abbiamo contattati e abbiamo fatto in modo di creare un’installazione per la nostra esposizione».

Mia Florin-Sefron ci spiega che, appena varcato l’ingresso del Barbican Centre da Silk Street, i visitatori si troveranno davanti sei schermi enormi che taglieranno e frammenteranno segmenti dell’episodio Fifteen Million Merits, un modo spettacolare per far “entrare” dentro Black Mirror: «L’installazione intende evocare la premessa dell’episodio stesso, con la presenza schiacciante delle schermate virtuali e il nostro interesse/obbligo a visualizzare ossessivamente immagini. Questo genera una serie di domande: che rapporto c’è tra lo spettatore e l’apatia del mondo virtuale che lo circonda? I nostri avatar virtuali stanno diventando più importanti di noi stessi?».

L’installazione dedicata a Black Mirror è solo una parte della mostra Into the Unknown, che esplora l’universo sci-fi in tutti i suoi aspetti: dai libri di genere, compresi i testi originali di Jules Verne, a opere di arte contemporanea, dagli oggetti di scena di film cult come Star Wars, Alien e Jurassic Park fino a fumetti, videogame e memorabilia di ogni tipo.

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