Seguici anche su

7 maggio 2017

Perché si è risvegliata l’epatite A

583 casi in sei mesi. Cinque volte di più rispetto all’anno precedente. Soprattutto tra i maschi omosessuali. Per fermare i contagi il vaccino esiste, ma lo fanno in pochi

Antonino Michienzi

All’inizio era qualche episodio sporadico, solo nel Lazio. Poi i casi hanno cominciato ad aumentare e a verificarsi in altre aree del Paese, specie le grandi città. Così, a Roma, all’Istituto superiore di sanità è suonato più di qualche campanello d’allarme. «Telefonavano dalle Asl per segnalarmi che avevano notato un incremento dei casi di epatite A», racconta Maria Elena Tosti che guida il sistema di sorveglianza che dal 1985 raccoglie dati sulla diffusione delle epatiti in Italia (il Seieva, Sistema epidemiologico integrato dell’epatite virale acuta). «Mi chiedevano se era il caso di porre attenzione a qualche particolare alimento».

Il consumo di alimenti contaminati è la principale modalità di contagio e tutti ricordavano l’ultima epidemia, quella che nel 2013 era stata veicolata da frutti rossi congelati infettando quasi 1.500 persone. In genere in Italia, qualche caso di epatite A non fa notizia. Fino a qualche anno fa la malattia era endemica e negli anni Novanta la Puglia fu funestata da un’epidemia che fece oltre 10 mila contagi.

Questa volta, però, ci si rende conto che si è di fronte a qualcosa di diverso e mai osservato in precedenza. L’epidemia che si stava osservando non riguardava il cibo, ma i comportamenti sessuali. «Circa il 60 per cento delle persone infette dichiarava di essere omosessuale», dice ancora Tosti.

I rapporti omosessuali maschili sono riconosciuti come a maggior rischio di infezione, siano essi penetrativi o oro-anali, perché sono in grado di trasferire da un individuo all’altro piccolissime quantità di feci, in cui il virus si annida. Per questo la vaccinazione contro l’epatite A è consigliata ai maschi che hanno rapporti sessuali con i maschi (Msm).

La vaccinazione per questa forma di epatite, però, in Italia non è mai decollata salvo nei casi in cui sia stata offerta attivamente, come in Puglia dopo l’epidemia del 1997. Così il rischio teorico per la popolazione omosessuale si è trasformato in pochi mesi in realtà. Dall’agosto del 2016 al febbraio 2017 sono stati notificati 583 casi di epatite A, un numero quasi cinque volte maggiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente…

► Continua sul nuovo numero di pagina99, in edicola dal 5 maggio o in edizione digitale

[Foto in apertura di Getty Images]

Altri articoli che potrebbero interessarti