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6 maggio 2017

Se i soldi alla Nato finanziano il riarmo Usa

La spesa militare italiana è una delle più basse dell’Ue. Trump chiede maggiore impegno agli alleati internazionali per favorire l’industria nazionale

Gianandrea Gaiani

La spesa militare mondiale totale è salita a 1.686 miliardi di dollari nel 2016, con un incremento dello 0,4 per cento in termini reali a partire dall’anno precedente. Lo rivela il rapporto annuale dell’Istituto Internazionale di Ricerche sulla Pace di Stoccolma (Sipri) ma lo avevano confermato nelle scorse settimane anche altri report, come quello dell’autorevole istituto britannico Jane’s Ihs Markit che aveva invece valutato la spesa militare globale in 1.570 miliardi di dollari.

La differenza nei risultati emersi dai due istituti di ricerca non è irrilevante (116 miliardi di dollari, pari a più della metà della spesa militare dei Paesi della Ue) ed evidenzia i differenti approcci nel valutare le spese. Soprattutto là dove il Sipri considera anche spese per la sicurezza interna e fondi “extra-bilancio”, mentre altri istituti solo i bilanci dei ministeri della Difesa e voci di spesa direttamente correlate.

I budget militari hanno registrato una crescita in Asia e Oceania, Europa e Nord Africa. Al contrario, sono diminuiti in America Latina, Medio Oriente e Africa sub-sahariana. A tensioni più forti corrispondono spese militari in crescita. In seguito alla nuova “guerra fredda” con Mosca, Usa ed Europa hanno invertito la tendenza al ribasso che aveva dominato gli ultimi anni, caratterizzati dal ritiro delle forze militari Usa e Nato da Iraq e Afghanistan e da una crisi finanziaria che non ha risparmiato i bilanci delle forze armate…

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