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3 maggio 2017

Facebook e realtà aumentata, ora Zuck vi offre una tazza in più

Ora, grazie alla realtà aumentata, Facebook lavora per aggiungere prossimamente alle nostre foto che condivideremo online un secondo strato informativo

Massimo Mantellini

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Mark Zuckerberg, a capo di una delle più fortunate e ricche società tecnologiche del pianeta, non ha mai brillato per magnetismo e personalità. Smesse le ciabatte in plastica con le quali era solito presentarsi agli eventi pubblici un tempo, sollevando così l’eccitazione di alcuni verso l’hacker che se ne frega delle convenzioni e il raccapriccio di tutti gli altri, qualche giorno fa Zuck è salito sul palco di F8, l’annuale conferenza degli sviluppatori Facebook, a raccontare quali saranno gli orientamenti della società nei prossimi mesi. Indossava, come in ogni altro evento pubblico da anni a questa parte, la sua t-shirt grigia d’ordinanza.

Dall’anno della sua nascita a oggi Facebook non ha sbagliato praticamente nulla. Nato come sito per studenti poi rapidamente trasformatosi nella più utilizzata piattaforma sociale al mondo (tanto che per molti dei suoi affezionati utenti Facebook e Internet sono la stessa cosa), oggi la società di Menlo Park è, senza alcun dubbio, uno dei attori principali dell’Internet mondiale

Fosse anche solo per questo le parole di Zuckerberg meritano di essere ascoltate con attenzione maggiore di quella che dedichiamo al suo abbigliamento. Così, a parte il non facile compito di cercare di dominare l’immensa mole di dati che una piattaforma da quasi due miliardi di utenti produce ogni secondo, a parte annusare l’aria acquistando o copiando al volo qualsiasi nuova cosa di successo che compaia intorno (l’ultimo bersaglio è Snapchat), Zuckerberg a F8 ha confermato che la società continuerà a investire nella virtual reality (Facebook ha acquistato alcuni anni fa Oculus che produce caschi VR) e nella cosidetta “realtà aumentata”.

In pratica il social network lavora per aggiungere prossimamente alle nostre foto che condivideremo online un secondo strato informativo. In futuro – ha spiegato Mark mostrando sullo schermo un esempio pratico che ha colpito un po’ tutti e ricordato i tempi delle famose ciabatte – alla foto della vostra colazione, se lo vorrete, potrete aggiungere una seconda tazza: così potrà sembrare che non stiate facendo colazione da soli.

[Foto in apertura di Stefano Dal Pozzolo / Contrasto]

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