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27 aprile 2017

Cambiare abito fa male al pianeta

Per ogni chilo di stoffe se ne producono 23 di gas serra

Cecilia Attanasio Ghezzi

Tra il 2000 e il 2014 la produzione mondiale di vestiti è raddoppiata. Le aziende di moda sono diventate più efficienti, le collezioni più numerose e i dividendi più alti. Ma tutto questo ha un costo. Soprattutto ambientale. Dai pesticidi usati nelle piantagioni di cotone, ai bagni di colore per i tessuti, la produzione di vestiti produce una media di 23 chili di gas serra per ogni chilogrammo di stoffe fabbricate. È questo il risultato di uno studio McKinsey, citato dall’Economist in un articolo che sintetizza il concetto portante in un riuscito gioco di parole: «Garb Age».

Rispetto a 15 anni fa compriamo più capi, ma soprattutto ne buttiamo via molti di più. Secondo una ricerca della catena America Apparel, nel 2016 ogni uomo, donna o bambino degli Stati Uniti ha comprato in media 67,9 indumenti e 7,8 paia di scarpe. E, secondo l’ong Council for Texil Recycling, ogni anno ogni americano getta in media quasi 32 chilogrammi di capi di abbigliamento di cui appena il 15 per cento viene riciclato.

E la classe media dei paesi in via di sviluppo sta rapidamente raggiungendo i nostri livelli di consumo. Ormai Zara esce con venti collezioni all’anno, H&M con sedici.
Memori delle campagne che negli anni Novanta hanno punito le aziende che non garantivano condizioni di lavoro umane a chi produceva per loro dall’altra parte del globo, i grandi marchi dell’abbigliamento mettono le mani avanti.

H&M ci tiene a far sapere che acquista il cotone prodotto con meno pesticidi e Nike che la metodologia usata per tessere riduce gli sprechi del 60 per cento. Molte aziende incoraggiano i clienti a riportare i capi usati nei loro punti vendita di modo che loro ne possano riciclare le componenti o regalargli una seconda vita nei mercati africani o asiatici.

Ma anche se i mercati locali fossero abbastanza grandi per assorbire i nostri scarti, la scarsa qualità dei vestiti non gli garantisce una vita abbastanza lunga. Inoltre le aziende più piccole, non hanno ancora alcun interesse a spendere in ricerca per una produzione eco-sostenibile. In quanti oggi sarebbero pronti a limitare il proprio guardaroba a una serie limitata di capi durevoli nel tempo?

[Foto in apertura di N. Asfouri / Afp / Getty Images]

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