Seguici anche su

21 aprile 2017

L’economia cresce, governo ladro!

Dal 2008 in avanti in tutta l’Europa occidentale i partiti al potere hanno perso voti anche quando hanno fatto bene

Federico Gennari Santori

In politica governare bene non è più una garanzia di successo. Almeno a giudicare da una recente  analisi dell’Economist. Fino a oggi si è sempre creduto che per predire l’esito di un’elezione l’oracolo più affidabile fosse quello dell’economia. Numerosi studi hanno riscontrato una forte correlazione tra crescita del Pil e comportamento di voto. Che sia o meno dipendente dalla loro responsabilità, è l’andamento dell’economia a determinare o meno la rielezione dei governanti.

L’ultima conferma  è arrivata qualche anno fa da uno studio condotto da Ruth Dassonneville,  dell’Università di Montreal, e Michael Lewis-Beck, dell’Università dell’Iowa. I due ricercatori hanno esaminato andamento dell’economia e  risultato delle elezioni in 31 Paesi europei dal 1952 al 2013. Tenendo conto di tutti i fattori in gioco, incluso il numero di partiti in lizza, è emerso che a un aumento dell’1% del Pil è associato un incremento di quasi tre quarti di punto percentuale del sostegno al governo in carica

Tuttavia, osserva l’Economist,  le cose stanno cambiando. Sono sempre meno gli elettori che si identificano con un determinato partito e questo rende assai più volatile il voto. Dal 2008 a oggi, nell’Europa occidentale i governi in carica hanno perso in media sette punti percentuali tra una elezione e la successiva, tre punti in più rispetto alla media registrata negli anni ’80.

Si potrebbe pensare che gli elettori, nel cambiare orientamento di voto tra un’elezione e l’altra, tengano conto soprattutto di parametri oggettivi, come appunto le performance economiche. In realtà le cose non stanno così. L’Economist ha aggiornato i dati della ricerca condotta da Dassonneville e Lewis-Beck, scoprendo che la correlazione tra andamento dell’economia e risultato elettorale  è stata vera fino all’inizio della crisi finanziaria del 2008 ma non più dopo.

In tutti i Paesi gli elettori sono diventati  profondamente ostili verso i partiti al governo che perdono comunque consensi, indipendentemente dai risultati economici. In 29 casi su 35, nelle tornate elettorali prese in esame i governi in carica hanno perso voti. A nove anni dall’inizio della crisi le economie europee mostrano segnali di ripresa. Se i governi si illudono che al maggiore benessere dei loro cittadini corrisponderà una loro riconferma li attende una brutta sorpresa.

[Foto in evidenza di Nikos Pilos / Laif / Contrasto]

Altri articoli che potrebbero interessarti