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18 aprile 2017

La scuola del copia-incolla

Mentre la polemica infuria e gli interessati annunciano querela, questa pratica è sempre più diffusa. Riguarda tutti noi. Ed è qui per restare

massimo mantellini

► Dal nuovo numero di pagina99, in edicola dal 14 aprile e in edizione digitale

I giornalisti italiani hanno scoperto le potenzialità dei software antiplagio. Programmi in grado di identificare con molta accuratezza quali parti di un testo siano state eventualmente prelevate da altri articoli su Internet. Utilizzati da tempo nella valutazione dei paper universitari e, in misura minore, specie nei Paesi anglosassoni, anche dagli insegnanti di scuola superiore, tali software si sono trasformati in strumenti di inchiesta per scoprire se la ministra Marianna Madia ha copiato parti della sua tesi di dottorato o se l’onorevole Francesco Boccia ha ottenuto cattedre universitarie millantando lavori non suoi.

Mentre la polemica infuria e gli interessati annunciano querela, il copia-incolla ormai riguarda tutti ed è qui per restare. Il tempo tecnico che occorre a mia figlia, studentessa di terza media, per confezionare una “ricerca” di storia è ormai attorno ai 4 minuti primi. Il copia-incolla su Garibaldi a Quarto è velocissimo e casuale: un paragrafo da Wikipedia, due righe trovate su un sito a caso, una foto scelta fra le prime dieci di Google Images e il gioco è fatto.

Un lavoro apparentemente perfetto e del tutto inutile se eseguito in questo modo: vale a dire facendo ricerche scolastiche di ieri con gli strumenti di oggi. E poiché il copia-incolla, nell’era in cui viviamo, non potrà essere cancellato, allora forse la scuola potrebbe iniziare a chiedersi come utilizzarlo al meglio.

Una delle maniere potrebbe essere quella di premiare chi ha copia-incollato meglio la ricerca su Garibaldi, visto che in rete si trovano meraviglie nascoste e inattese su qualsiasi tema. Un’altra maniera sarebbe quella di ricopiare in bella calligrafia la ricerca assemblata su Internet, dato che i neurofisiologi dicono che scrivere a penna fa bene. Un’altra ancora quella di prendere tutte le ricerche su Garibaldi dei compagni di mia figlia e farne un unico grande copia-incolla delle parti migliori da appendere in classe.

Tutto questo e anche altro si potrà fare, a patto di iniziare a guardare – almeno a scuola – il mondo di oggi con gli occhi di oggi.

[Foto in apertura di Google Images]

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