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5 aprile 2017

Dove si facevano le navi ora nascono robot, nel New Lab di Brooklyn

80 imprese, 400 sviluppatori. Nell’ex cantiere navale di Brooklyn si disegna la manifattura del futuro. Grazie a un accordo pubblico-privato, che potrebbe coinvolgere anche Milano

Angelo Paura

New York. Scendendo verso l’ex cantiere navale di Brooklyn non si può evitare di passare per alcune tra le vie più belle e meno conosciute della città, attraverso Wallabout, uno dei quartieri storici, oggi diviso in due dal Bqe, la superstrada che collega Brooklyn al Queens. Per alcuni anni ci ha vissuto Walt Whitman e proprio qui il poeta ha terminato Foglie d’erba, il libro pubblicato nel 1855 che ha cambiato la poesia americana.

Whitman spesso passeggiava al Brooklyn Navy Yard, il luogo in cui migliaia di operai hanno costruito navi commerciali e militari per oltre 150 anni e che di Wallabout è la naturale estensione verso l’East River. Oggi, dopo decenni di abbandono, è tornato a essere un centro economico importante per New York: 330 aziende, 2 miliardi di dollari di fatturato all’anno.

Il Building 128 è quello che meglio descrive in che modo è possibile usare il passato per costruire il futuro. Almeno secondo quanto la città e lo Stato di New York hanno raccontato dal 2013 a oggi, in una operazione un po’ di marketing, un po’ commerciale per costruire il centro perfetto della manifattura tecnologica: la versione globale e sostenibile di quello che il presidente americano Donald Trump vorrebbe creare chiudendo i confini. Lo Stato propone infatti di spostare la sede della propria startup a New York e in cambio promette zero tasse per dieci anni.

Lo scorso settembre all’interno del Building 128 ha aperto New Lab, un’officina condivisa per aziende che si occupano di robotica, di intelligenza artificiale e di design. Un paradiso per gli inventori in cui, nonostante lo spazio ricordi una delle tante startup supercool californiane, non si produce alcuna applicazione, alcun software. Ogni impresa selezionata per entrare (solo il 20% delle applicazioni vengono accettate) deve rispettare due regole, che Molly Erman, la mia guida al New Lab, mi ripete più volte nel corso della visita: «Le società devono aver ricevuto almeno un finanziamento, ma soprattutto devono produrre oggetti fisici»…

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[Foto in apertura di Spencer Lowell]

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