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4 aprile 2017

Town Hall, ovvero politici a misura di Facebook

Un nuovo strumento per dialogare direttamente con i nostri rappresentanti tramite il social network. Che rientra a pieno titolo nellidea di democrazia di Zuckerberg

Federico Gennari Santori

Parlare con i nostri rappresentanti politici non sarà più un’impresa impossibile. Sì, le trafile negli uffici, il rimbalzare da una segreteria all’altra e il bombardamento di caselle email dimenticate da Dio potrebbero presto essere un ricordo. Forse. Town Hall è il nuovo strumento messo a disposizione degli utenti di Facebook negli Stati Uniti per interloquire con uomini delle istituzioni. Il comando appare nel menu principale dell’applicazione, sia nella versione desktop sia su quella mobile.

All’avvio, Town Hall mostra un elenco di rappresentanti a livello cittadino, statale e federale, dove scegliere se visitare la loro pagina Facebook, inviargli direttamente un messaggio o una mail, oppure se telefonargli. Una volta fatto, il social network segnalerà agli amici dell’utente che esso ha contattato un politico, per invogliarli a fare altrettanto. E quando gli iscritti americani lasceranno un Like o un commento sul post di un politico, apparirà un’apposita call to action per spingerli ad usare Town Hall.

Al momento non tutti i politici rilasciano questo tipo di informazioni (come il numero di telefono) sulla piattaforma ma, dicono da Facebook, è solo questione di tempo. Perché gradualmente saranno sempre più coloro che vorranno darsi una possibilità in più per interagire con potenziali elettori.

Il social network ricorderà agli utenti anche quando dovranno recarsi alle urne in occasione di tornate elettorali. Citato una propria ricerca interna e uno studio della rivista Nature, Facebook ha affermato che soltanto alle presidenziali americane del 2010 il messaggio posizionato in cima al News Feed avrebbe incrementato l’affluenza di 340.000 voti.

Le novità introdotte rientrano a pieno titolo nella strategia annunciata dal fondatore Mark Zuckerberg, convinto che Facebook possa rendere il mondo un posto migliore – come ha esposto in un apposito manifesto pubblicato circa un mese fa – contribuendo all’efficienza delle nostre democrazie. Una risposta ai critici che descrivono il social network come l’artefice della post-verità, ma anche un’evidente dimostrazione degli interessi (inquietanti) di Zuckerberg in politica.

[Foto in apertura di Getty Images]

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