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29 marzo 2017

In Italia l’eterologa è un parto doloroso

Da fine 2016 è supportata dal sistema pubblico. Ma le criticità rimangono: l’età massima a 46 anni; mancanza di rimborsi; e molte Regioni frenano

Marta Dore

La buona notizia è che finalmente le coppie che hanno bisogno di un aiuto medico per avere un figlio potranno contare sul supporto del Sistema Sanitario Nazionale. A fine 2016 il ministro Lorenzin ha aggiornato i Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), che erano congelati da 15 anni, e per la prima volta compaiono nella lista le tecniche di procreazione medicalmente assistita (Pma), compresa l’eterologa (cioè sperma o ovocita di un donatore).

Quindi per le Pma nelle strutture pubbliche ci saranno maggiori risorse: finora erano le Regioni che distribuivano secondo criteri propri i fondi disposti dalla legge (da qui la differenza dei costi per Regione (quando si riesce ad accedere a queste tecniche). Pronti a stappare bottiglie di champagne, allora? Forse, o forse no. «Restano criticità non da poco e se non saranno corrette saremo costretti a ricorrere ancora una volta ai tribunali», avverte Filomena Gallo, segretario nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, molto attiva in questi anni per modificare la controversa legge 40, che dal 2004 disciplina la procreazione assistita.

«Nei Lea, per esempio, non è inserita la diagnosi pre-impianto, fondamentale per le coppie che rischiano di trasmettere ai figli anomalie genetiche, ed è fissato per la donna un limite di età di 46 anni per l’accesso a queste tecniche». Da dove nasce questo limite? In Spagna, per esempio, il limite è 50 anni e la stessa legge 40 parla solo di età potenzialmente fertile. «Il limite di 46 anni è incongruo, anche perché a quell’età ci sono casi di gravidanza spontanea», conferma il professor Domenico Danza, docente di tecnologie biomediche al Master in bioetica presso l’Università di Salerno. «Non esiste un’età biologica assoluta, ogni donna è un caso a sé, senza contare che le condizioni di vita sono molto cambiate negli ultimi anni…

► Continua nel nuovo numero di pagina99 in edicola dal 25 marzo e in edizione digitale

[Foto in apertura di Yuji Kotani / Getty Images]

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