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27 marzo 2017

Dove vanno i ricchi per pagare meno tasse

Nel 2016 si sono trasferiti 82 mila con un reddito milionario, il 28% in più dell’anno prima. In cerca di un fisco amico. L’Italia prova ad attirarli col regime agevolato

Giuliana De Vivo

“Prendi i soldi e scappa” è esortazione più facile da mettere in pratica per i Paperoni del mondo che per rapinatori un po’ impacciati alla Starkwell, protagonista del film di Woody Allen. La tassazione forfettaria di 100 mila euro annui sui redditi prodotti all’estero per trasferire la residenza in Italia e stare a posto col fisco – inserita dal governo nell’ultima legge di bilancio e operativa dalla scorsa settimana – ha come obiettivo preciso proprio quello di attirare nel nostro Paese il più elevato numero possibile di milionari.

Persone con grossa capacità di spesa e d’investimento, a partire da chi, temendo possibili effetti della Brexit, deciderà di salpare dal Regno Unito verso approdi più sicuri. Ma quanti sono i super ricchi? E, soprattutto, quanti di loro, ogni anno, decidono di trasferirsi, con armi, bagagli e capitali, altrove?

Secondo l’ultimo Global Wealth Report di Credit Suisse oggi nel mondo esistono 33 milioni di high net worth individuals, vale a dire persone con un patrimonio netto di almeno un milione di dollari. Per capire quanti di questi, ogni anno, decidono di trasferire la residenza altrove, bisogna guardare a un altro rapporto, quello del New World Wealth – gruppo di ricerca globale con base a Johannesburg.

I dati dell’ultimo report – The 2017 Wealth Migration Review – dicono che tra il 2015 e il 2016 c’è stato un forte aumento di migranti super ricchi, in fuga dal Paese d’origine verso destinazioni con climi e, soprattutto, regimi fiscali più miti: in un anno sono cresciuti del 28%, passando da 64 mila a 82 mila. Per  New World Wealth, il Paese che soffre del maggior esodo di Paperoni è la Francia: ne ha persi 12 mila lo scorso anno, ne perdeva già 10 mila nel 2015…

► Continua nel nuovo numero di pagina99 in edicola dal 25 marzo e in edizione digitale

[Foto in apertura Getty Images]

 

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