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25 marzo 2017

Sicurezza stradale, ne uccide più l’uomo che l’auto a guida autonoma

Non sono più solo un'idea per il futuro. Iniziano già a circolare e pongono delle incognite sulla sicurezza stradale. Ma possono fare meno danni di noi

Massimo Mantellini

Dal nuovo numero di pagina99 in edicola dal 25 marzo e in edizione digitale

Cosa pensereste della sicurezza dei trasporti aerei se ogni ora, per 365 giorni l’anno, un aereo passeggeri precipitasse al suolo con il suo carico umano? 24 aerei ogni giorno, 8760 tragedie di volo all’anno. Forse finireste per farci l’abitudine.

Dentro questi numeri, che sembrano incredibili ma che invece sono reali, anche se non riferiti agli aerei, è nascosto il motivo per cui la tecnologia sta preparando uno dei suoi prossimi fuochi d’artificio: l’avvento delle auto a guida autonoma. Non è materia per futurologi ma qualcosa che sta per accadere. 1,2 milioni di persone muoiono ogni anno per un incidente stradale: in oltre nove casi su dieci a causa di errori umani.

Toglierci il volante di mano ed affidarlo a un computer forse non sarà questo gran disastro. Noi, nel frattempo, continuiamo ad occuparci d’altro. Quando alcuni mesi fa una Tesla con l’autopilota inserito ha scambiato il rimorchio di un camion in manovra per una nuvola e ha portato a morte il suo proprietario, la notizia è finita sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo nella categoria “la tecnologia che uccide”. I 3.286 altri morti in incidenti stradali di quel medesimo giorno, tragedie avvenute nella grande maggioranza dei casi per colpa di un pilota in carne ed ossa, hanno invece ricevuto solo un trafiletto nella cronaca locale.

Due questioni rilevanti costeggiano già ora questo tema. La prima è quella dei rischi legati all’utilizzo delle tecnologie attuali (non di quelle future) da parte dei conducenti di auto. I quali, sempre più spesso, guardano il display del cellulare piuttosto che la strada di fronte a loro, creando – questa volta sì – seri rischi all’incolumità pubblica mediati dalla tecnologia.

La seconda è quella del rispetto del codice della strada. Forse anche in questo caso, piuttosto che occuparci dei limiti di velocità davanti alla scuola dei nostri figli, che le auto senza pilota finalmente rispetteranno, ci interesserà discutere d’altro. Per esempio di come un hacker potrà impadronirsi della nostra auto dal divano di casa sua, trasportandoci in un luogo qualsiasi nel quale non volevamo andare.

[Foto in apertura Contrasto]

 

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