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23 marzo 2017

Beppe Sala, il ministro degli Esteri della città di Milano

A Chicago promuove i Navigli. Alla Ue chiede l’Agenzia del farmaco. A Pechino un campus congiunto. Al Comitato Olimpico un evento nel 2019. La politica di Sala

Enrico Arosio

Dal nuovo numero di pagina99 in edicola dal 18 marzo e in edizione digitale

L’aveva annunciato in campagna elettorale. Beppe Sala si sarebbe tenuto per sé, da sindaco, la delega alla promozione internazionale di Milano. Promessa mantenuta. Anzi, a volte l’ex commissario di Expo 2015, pragmatico, anglofilo, interista, si lancia in fughe in avanti che possono sconcertare. Lunedì 13, invitato a Chicago al forum Urban Waterways, ha fatto promozione all’ipotesi della riapertura parziale dei Navigli, su cui il Politecnico sta già sfornando studi di fattibilità.

Certo, Sala ha anche ricordato ai colleghi di Chicago, Montreal e Capetown che tra pochi anni dall’aeroporto di Linate si raggiungerà piazza Duomo in 14 minuti di metrò, e che all’area Expo sorgerà una cittadella della ricerca con il cosiddetto Human Technopole, il campus scientifico dell’Università Statale e forti innesti esteri, a partire da Ibm e Bayer; ma i Navigli da scoperchiare, tra tante urgenze, non sono forse la priorità.

«Chiedo scusa ma sono ottimista», diceva Vittorio Foa, grande vecchio della sinistra novecentesca. Vale anche per Sala? L’uomo è un manager, un maker. Chicago lo elettrizza perché è la città di Barack Obama («Io sono un nostalgico di Obama»), di cui il sindaco Rahm Emanuel fu capo dello staff alla Casa Bianca; e l’invito a Obama a Milano per il mese di maggio è confermato, visto anche l’entusiasmo con cui Michelle e figlie vi trascorsero tre giorni nell’estate 2015.

Le città forti oggi competono tra loro, per attrarre risorse umane, creative, finanziarie. Milano è tra quelle più in forma, in Europa, e perciò ha bisogno di una propria politica estera. Sala ne è sempre più persuaso. E Matteo Renzi è stato il più convinto sponsor di questa linea strategica. Non si parli più solo di capitale economica, ma di capitale culturale, intendendo il complesso università-ricerca-musei-design-architettura-moda-editoria-new media.

Quanto al turismo, è un boom che si consolida: nel 2016 i visitatori sono stati circa 7,7 milioni, ed erano 7,5 nel 2015, l’anno record di Expo. In testa gli arrivi da Francia, Usa e Cina. Ha stupito tutti il Global Destination Cities Index 2016 di MasterCard: Milano risulta la 14ª città turistica al mondo, e la quinta in Europa, dopo Londra, Parigi, Barcellona, Amsterdam, e davanti a Roma. Possibile?

Beppe Sala, forse, si stupisce meno di altri. Grazie a Expo si è costruito una solida agenda di contatti con sindaci, ministri, capi di governo, dagli Obama a Putin, da Merkel agli emiri di Abu Dhabi. La prima missione estera da Palazzo Marino, lo scorso luglio, è stata a Londra, dove ha incontrato il primo cittadino Sadiq Khan e avviato un rapporto con London & Partners, l’agenzia che promuove la City e alla quale Sala si ispira per il marketing urbano.

Londra non è solo un pallino personale di un sindaco esordiente che, a differenza di tanti suoi colleghi, parla un decentissimo inglese. Londra, dopo la Brexit, perderà, tra l’altro, l’Ema, Agenzia europea del farmaco. Ben otto città si candidano a ospitarla con le sue centinaia di dipendenti, tra queste Stoccolma, Madrid, Amsterdam.

È dura, anche se Milano conta sul forte appoggio di Palazzo Chigi, prima Renzi e ora Gentiloni e Padoan (donde la recente dichiarazione di Sala a favore della continuità di governo fino al 2018). Di recente Sala ha invitato a Palazzo Marino i consoli stranieri accreditati (Milano, con 117 consolati, ha il record europeo tra le città non capitali) per parlare di Ema, dell’offerta turistica e del sistema universitario. Segnala l’Osservatorio metropolitano che in città il turismo di cultura ha superato il turismo d’affari: è un svolta storica.

Milano si è candidata a ospitare la sessione annuale del Comitato olimpico internazionale nel 2019, la campagna è finanziata da Comune, Regione e Coni. A Pechino i presidenti Mattarella e Xi Jinping hanno firmato l’accordo per il campus congiunto alla Bovisa tra Politecnico e Tsinghua University. E mentre tra aprile e maggio la città di Ambrogio ospiterà, a raffica, MiArt, Salone del Mobile, Salone del Libro e Milan Food Week, il sindaco tiene a sottolineare, con i partner stranieri, altri trend interessanti.
Non solo i cantieri del metrò M4, che porterà la capacità totale a 130 stazioni, più di Monaco e Vienna.

Sugli aeroporti la Sea ha un business plan da 550 milioni da investire nel restyling di Linate, incluse le piste di decollo e atterraggio, e nel rifacimento del Terminal 2 di Malpensa, dove crescono sia i voli intercontinentali sia i passeggeri, che si prevedono in aumento dai 18,4 milioni del 2015 ai 24,6 del 2021. C’è il sistema accademico, con sette università e quattro tra accademie e conservatori, 185 mila studenti, di cui 18 mila stranieri. E continuano ad aumentare i cittadini stranieri nell’area metropolitana, in testa egiziani (52.400), filippini (48.600), romeni (47.500) e cinesi (35.700). Proprio la comunità cinese ha rumoreggiato quando a ottobre il Comune ha offerto la cittadinanza onoraria al Dalai Lama.

Infine, non ha paragoni, in Italia, la quantità di investimenti di grandi fondi internazionali. Porta Nuova venduta alla Qatar Investment Authority, la torre ex Inps ad Abu Dhabi Investment, l’Unicredit di piazza Cordusio ai cinesi di Fosun International, le vicine Poste e il palazzo del Corriere della Sera a Blackstone, la sede del Sole-24 Ore ad Axa, il cinema Apollo alla Apple. Mentre Starbucks finanzia (tra comprensibili polemiche) le palme in piazza Duomo…

Non è cominciato tutto oggi. La Rinascente è thailandese dal 2011. E già nel 2011, nell’importante saggio  Il trionfo della città  di Edward Glaeser sul successo della cultura urbana, Milano era la più citata tra le città italiane. Solo pochi anni prima sarebbe stata Roma. Ma, come cantava Bob Dylan (e come ha detto Sala a Chicago), «i tempi cambiano».

[Foto in apertura di Simone Donati Project / Contrasto/ Terra]

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