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22 marzo 2017

La squadra di Le Pen per portare il Front National all’Eliseo

Un club per soli maschi, ognuno con esperienze e passioni diversissime dagli altri. Per tenersi buoni nuovi e vecchi amici. Ecco la squadra con cui il Fn punta all’Eliseo

Leonardo Martinelli

Dimmi chi frequenti e ti dirò chi sei. Per capire l’enigmatica, contraddittoria e temibile Marine Le Pen la scelta migliore è vedere di chi si circonda. Il suo team è fatto di soli uomini, provenienti da orizzonti diversissimi, il riflesso della sua aspirazione a cacciare consensi su qualsiasi terreno, pur di centrare un unico obiettivo: vincere alle presidenziali. Ecco una radiografia del suo clan.

Florian Philippot, 36 anni, ha avuto un’influenza determinante sulla Le Pen per lo «sdoganamento» del partito, già prima del 2011, quando lei ne ha preso le redini: Philippot l’ha aiutata a dare consistenza ideologica a quell’aspirazione. Lui viene dalla periferia (piccolo borghese) di Lilla, figlio di una maestra e di un direttore di scuola elementare. Laureato alla prestigiosa Hec (business) e all’Ena, fucina dell’élite dell’amministrazione pubblica, è stato alto funzionario del ministero degli Interni. Nel 2009 incontrò Marine a una cena e fu «un colpo di fulmine, d’amicizia e professionale», ha detto lui, che è un omosessuale dichiarato.

Prima nell’ombra, dal 2011 ha lasciato il suo lavoro per raggiungere l’Fn. Per Philippot, «de Gaulle è un riferimento assoluto». Da lui provengono le denunce (fatte proprie dalla Le Pen) del liberismo, la difesa del modello sociale francese e del ruolo dello Stato nell’economia, l’uscita dall’euro: cosi lei ha attirato consensi a sinistra e soprattutto nel Nord, vecchio bastione della gauche. L’ha anche convinta a non partecipare alle manifestazioni contro il matrimonio gay e a spingere fuori dal partito nel 2015 il patriarca Jean-Marie. Philippot non è amato dalla base storica del partito, che lo considera un «sinistrorso».

► Continua nel nuovo numero di pagina99 in edicola dal 18 marzo e in edizione digitale

 

[Foto in apertura di Jerome Sessini / Magnum Photos / Contrasto]

 

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