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16 marzo 2017

Nye Borgerlige, la Nuova Destra danese fa proseliti su Facebook

Chiede l’uscita dall’Ue e tolleranza zero con i migranti. Nato nel 2015, il Nye Borgerlige è dato al 4,8%. Per entrare in Parlamento basta il 2%

Michele Ferro

Dal nuovo numero di pagina99 in edicola dall’11 marzo e in edizione digitale

In Danimarca è sempre più forte il peso dell’estrema destra nella vita politica. Il fenomeno emergente si chiama Nye Borgerlige, traducibile come Nuova Destra. Un partito con posizioni ancora più radicali su come combattere l’immigrazione e sui rapporti con l’Europa rispetto a quelle del Dansk Folkeparti, il Partito del Popolo danese – che è oggi la seconda realtà politica del Paese (dietro ai socialdemocratici) e la più importante della maggioranza parlamentare che sostiene il governo del liberale Rasmussen, sebbene non ne faccia parte – salita alla ribalta per aver spinto a legiferare sul sequestro dei beni di valore ai migranti al fine di finanziare l’ospitalità.

Nye Borgerlige è guidato dalla 41enne Pernille Vermund e si sta imponendo con dati sorprendenti. Fondato a ottobre del 2015, in poco tempo è salito oltre il 2%, la soglia necessaria per entrare in Parlamento, e gli ultimi sondaggi lo accreditano addirittura al 4,8%. Tra meno di un anno ci saranno le amministrative e nel 2019 le elezioni per il Parlamento.

E il Nye Borgerlige può crescere ancora. Nella rapida ascesa di questa formazione politica di estrema destra i social network hanno avuto un ruolo fondamentale. È infatti Facebook il mezzo principale con cui la Nuova Destra – che guarda con timore ai flussi di migrazione globali e all’estremismo islamico e che si sta radicando nel Paese con sezioni locali – ha veicolato i suoi slogan.

Nell’agenda del Nye Borgerlige i temi principali sono l’immigrazione, appunto, e i rapporti con l’Unione europea. Accanto a proposte di economia interna, come l’abbassamento delle tasse e il No a una riduzione delle pensioni, campeggiano idee quali il blocco delle procedure di asilo in assenza di un lavoro o se fuori dai programmi di reinsediamento dell’Agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite – che coinvolgono un numero assai ridotto di rifugiati su cui ha competenza l’Agenzia –, l’espulsione degli stranieri in caso di reati e l’addio all’Europa tramite referendum. Non solo. C’è la volontà di uscire anche dalla Convenzione internazionale sui rifugiati e da quella sugli apolidi.

Il 4,8% degli ultimi sondaggi pone il Nye Borgerlige in una posizione di forza. Se alle elezioni del 2019 dovesse confermare i risultati dei sondaggi, la formazione di Pernille Vermund potrebbe giocare un ruolo fondamentale sulla scena politica interna. In un sistema proporzionale come quello danese – in cui per la nascita dell’attuale maggioranza di centrodestra i liberali (con il 19,5% dei voti) sono stati costretti a trovare un’alleanza con l’estrema destra del Dansk Folkeparti (21,1%) – Nye Borgerlige potrebbe diventare il nuovo ago della bilancia.

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