Seguici anche su

11 marzo 2017

Se Barilla paga più tasse dei sei big del digitale

In un anno hanno versato 18 milioni. A fronte per 3 miliardi di euro. Con un fatturato analogo, l’azienda italiana ha dato al fisco 106 milioni

Gea Scancarello

La buona notizia è che una soluzione c’è; quella cattiva è che nessuno sembra intenzionato a valutarla. E così, mentre ci s’interroga su come trovare i 3,4 miliardi di euro per la manovra correttiva chiesta dall’Europa, con l’immaginario del Paese ormai saturo del rituale quasi farsesco di un ministro dell’Economia chino sulla calcolatrice che aggiunge 10 centesimi di qua e di là pur di arrivare alla cifra (con relativi tagli, come quello di 200 milioni al Fondo per le Politiche sociali, ridotto a un terzo), basterebbe valutare altri numeri per capire dove sta il problema, e come iniziare a risolverlo. A partire da quelli contenuti nei bilanci delle multinazionali a cui abbiamo affidato la vita, senza chiedere in cambio quasi nulla.

Facebook Italy Srl, per esempio, nome ufficiale della casa italiana dell’impero dei social network: 30 dipendenti a Milano, 28 milioni di utenti nel Paese (più i 9 di Instagram, della stessa proprietà), l’orgoglio di essere la quinta filiale al mondo per tasso di crescita e quello – immaginiamo anche superiore – di aver versato al fisco appena 203 mila euro di tasse con l’esercizio 2015, l’ultimo per cui è disponibile un bilancio depositato.

Più o meno quante ne può pagare un professionista di fascia alta: manager, notaio, dirigente che sia. Forse che in Italia Facebook navighi in cattive acque? Nemmeno a pensarlo: le cose vanno alla grande. Ma per scoprire esattamente quanto non ci si può affidare alle carte ufficiali: su quelle, infatti, la società non risulta incassare i proventi dei servizi che offre a persone e aziende.

Quando si acquista pubblicità su Facebook o lo si usa come strumento di marketing – come fanno ormai quasi tutte le imprese – il conto si salda non a Milano, bensì con Facebook Ireland Limited, cugina dublinese che sfrutta una tassazione assai più generosa. Succede così che il bilancio italiano segnali un risultato ante imposte di appena 552 mila euro, ancorché la società faccia affari nel nostro Paese per milioni e milioni. Quanti, esattamente, Facebook non lo dice...

► Continua nel nuovo numero di pagina99 in edicola dall’11 marzo e in edizione digitale

[Foto in apertura di Mattia Zoppellaro / Contrasto]

Altri articoli che potrebbero interessarti