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9 marzo 2017

Shinzo Abe, condannato all’eterna deflazione del Giappone

Nonostante l'immissione di liquidità da parte della Banca centrale giapponese, i consumi non crescono e l'economia resta stagnante.

Cecilia Mussi

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L’economia del Giappone resta stagnante nonostante anni di abbassamento radicale dei tassi di interesse. Lo scorso anno il Paese è entrato in deflazione e negli ultimi tempi l’inflazione rimbalza in prossimità dello zero, lontano dall’obiettivo del 2% che il governatore della Banca centrale nipponica Haruhiko Kuroda si era posto (e che, lo scorso novembre, ha dovuto posticipare). La colpa, a suo dire, sarebbe dell’ormai consolidata attitudine mentale alla deflazione dei giapponesi, che spegne ogni speranza di un aumento di salari e prezzi, vanificando di fatto la sua politica monetaria.

Dall’aprile del 2013 la banca centrale del Giappone ha immesso nel mercato dosi massicce di liquidità, circa 700 miliardi di yen all’anno, nel tentativo di guidare i tassi in territorio negativo e ridare impulso ai consumi, stimolando così la crescita. Interventi forti, tanto che qualcuno all’epoca temeva addirittura una bolla o un fenomeno di iperinflazione.

Il bazooka asiatico, invece, sembra sparare a salve. Non sta funzionando, il Paese è in deflazione da tempo, tanto che l’obiettivo dell’inflazione al 2% che Kuroda avrebbe dovuto raggiungere lo scorso novembre è stato posticipato, e il tasso del costo del denaro è rimasto negli ultimi mesi al di sotto dello zero.

La spirale che travolge Tokyo sarebbe stata impensabile negli anni ’80, quelli del boom in cui il mercato immobiliare della capitale giapponese aveva i prezzi più alti del mondo, ha scritto di recente il Wall Street Journal in un articolo in cui raccoglie le testimonianze di una generazione, quella dei 20-34enni, popolata effettivamente da risparmiatori incalliti.

C’è chi guadagna 40 mila dollari all’anno ma ne mette da parte il 25% perché prevede una lunga stagnazione, con il rischio che in futuro gli sarà portata via la pensione: un bel problema se poi dovrai anche prenderti cura dei tuoi genitori (in Giappone gli over 60 sono sono il doppio dei 20-34enni).

E c’è chi, semplicemente, non spende perché guadagna troppo poco ed è convinto che la situazione peggiorerà: in un sondaggio di Bank of Japan, solo il 5% degli intervistati ha dichiarato la volontà di spendere di più il prossimo anno, tutti gli altri taglieranno ancora le proprie spese. Il più radicale esperimento di politica monetaria ha fallito, contro la sfiducia nipponica il bazooka è un’arma spuntata.

[Foto in apertura di Kent Nishimura / Getty Images]

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