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8 marzo 2017

Sarà HBO Now la tv del futuro

Il colosso statunitense ha lanciato due anni fa il suo servizio streaming. E ora insegue Netflix. Con un modello che si rifà alla tradizione

Luigi Cruciani

 Dal nuovo numero di pagina99 in edicola dal 4 marzo e in edizione digitale

Il futuro dell’entertainment è lo streaming, bellezza, e tu non ci puoi fare niente. Ma puoi scegliere fra una serie di servizi che si sta ampliando sempre di più, in un contesto che H. G. Wells chiamerebbe “la guerra delle piattaforme”. Nel settore dell’audiovisivo, Netflix è il campione da battere, con l’obiettivo dei 100 milioni di abbonati a un passo e con ricavi di 2,47 miliardi di dollari nell’ultimo trimestre.

Ma la competizione non è chiusa, e ora un altro giocatore sta crescendo con intenzioni bellicose. Si tratta di Hbo Now, costola streaming del colosso della tv via cavo statunitense: la piattaforma è stata lanciata due anni fa e proposta in abbonamento standalone, cioè senza la sottoscrizione obbligatoria all’emittente televisiva. Dopo 9 mesi dalla nascita gli utenti avevano raggiunto la soglia del milione; oggi sono due milioni solo negli Usa.

Il servizio è disponibile, oltre che negli Stati Uniti, anche in Messico, Colombia, Brasile, Argentina e Spagna; e girano voci sul fatto che il 2017 sia l’anno giusto per arrivare in altri Paesi europei. Al di là dei dati di crescita, però, la cosa interessante è soprattutto il modello proposto. Che alla lunga potrebbe anche averla vinta su quello proposto da Netflix e gli altri.

Hbo Now, infatti, ha deciso di combattere con un’arma a due teste, colpendo proprio dove i servizi di streaming sentono più male: la piattaforma, infatti, punta sulle serie una tantum (una stagione e via) ma distese nel tempo, oltre che su film e show “classici” dell’immenso catalogo disponibile, in direzione ostinata e contraria rispetto alla “modalità maratona” che oggi sembra prevalere.

Prendiamo Big Little Lies, l’ultima serie proposta da Hbo di cui in questi giorni si sta parlando molto. La storia, ambientata in una cittadina della California, racconta le ipocrisie e le miserie tipiche di una piccola e ricca comunità americana attraverso tre donne che ne fanno parte (interpretate da Nicole Kidman, Reese Whiterspoon e Shailene Woodley), anche se il motore delle vicende è un misterioso omicidio.

Secondo The Outline, si tratta in fondo di un giallo classico, che terrà il pubblico incollato allo schermo almeno per ottenere alcune risposte: una formula che ha sempre funzionato per le tv tradizionali. E proprio il magazine lanciato da Joshua Topolsky centra il punto: «Invece di programmare più stagioni di una serie come fa Netflix, Hbo si impegna a raccontare una storia in 7 episodi, come un film lungo esteso nel tempo». Cosa che il gigante della tv via cavo ha già fatto con The night of… e The Young Pope.

L’obiettivo è conquistare la fedeltà degli spettatori. Un graal che per Hbo è possibile raggiungere attraverso show meno impegnativi nella mole (basta serie infinite come Orange is the new black o House of Cards) ma che sfruttano le modalità di fruizione della tv tradizionale, il programma-evento settimanale. Una formula anti-binge watching (l’abbuffata senza soste che esaurisce una serie in ore consecutive di visione) – punto debole di Netflix, Amazon e compagni, vittime dei consumatori contemporanei che come api vanno di fiore in fiore – possibile perché Hbo è sia una rete televisiva che una piattaforma streaming. Rimaniamo sintonizzati e godiamoci la battaglia.

[Foto in apertura di Jesse Dittmar / Redux / Contrasto]

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