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5 marzo 2017

Io non reclamo, son conservatore

Secondo una ricerca australiana, i cittadini americani di orientamento conservatore fanno meno reclami nei negozi

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Si chiama system justification ed è quell’impulso psicologico che determina comportamenti come la negazione del cambiamento climatico o l’opposizione alle politiche dell’Obama Care. Il nome è stato coniato dallo psicologo newyorkese John Lost, e deriva dal fatto che molte persone sono portate a giustificare alcuni argomenti e a razionalizzarli piuttosto che affrontare le incertezze di un cambiamento. Una forma di giustificazione a priori dello status quo. Ma che succede quando questo impulso psicologico viene messo in relazione con le convinzioni politiche?

Se l’è chiesto un gruppo di studiosi dell’università di Sidney, guidati dal professor Kiju Jung, che ha pubblicato i risultati della ricerca sul Journal of Consumer Research. Ebbene, chi ha inclinazioni politiche conservatrici è più portato a esser colpito da questa tendenza. Per provarlo basterà prendere i reclami: già, secondo la ricerca gli individui conservatori sono tendenzialmente portati a non fare reclami nei negozi. Al contrario di liberali e progressisti. Il team di Jung ha esaminato diversi database di agenzie governative: quella dei consumatori, dell’amministrazione stradale e delle comunicazioni.

Gli studiosi hanno analizzato tutti i reclami e le proposte di soluzione che sono state accettate. Poi hanno messo in relazione questi dati con le ideologie politiche presenti nei vari Stati americani (secondo le statistiche delle elezioni 2012). Il risultato è che i consumatori negli Stati più conservatori hanno non solo fatto meno reclami, ma si sono anche lamentati meno delle soluzioni poi adottate, come riporta Quartz. Esito analogo per uno studio del 2013, dove è emerso che i conservatori comprano meno prodotti di marche straniere e si fidano più di quelle locali.

Insomma, che le convinzioni politiche giochino un ruolo importante negli atteggiamenti e nei comportamenti degli individui lo si sa ed è un fenomeno studiato. Ora è arrivato il momento di studiare le conseguenze di queste attitudini anche sui consumatori e sul loro comportamento quando fanno acquisti. Quando vi chiederanno il vostro orientamento politico la prossima volta che comprerete (magari online) qualche prodotto, ecco: ora sapete il perché.

[Foto in apertura di Erika Santelices / Afp / Getty Images]

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