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1 marzo 2017

Snapchat non morirà a causa di Facebook

Quattro motivi per cui non dobbiamo dare per finita l'avventura dell'app più amata dai teenager, che sta per quotarsi a Wall Street. Anzi, è solo l'inizio

Federico Gennari Santori

 Dal nuovo numero di pagina99, in edicola dal 25 febbraio e in edizione digitale

Snapchat? Molti la danno già per beffata. Qualcuno addirittura per morta. La ragione del de profundis sarebbe lo spudorato copia-incolla di Mark Zuckerberg, che ha fatto attivare su Instagram, Facebook e ora anche WhatsApp funzionalità inventate appunto da Snapchat. Come le famose Storie (contenuti multimediali di breve durata che si autodistruggono nell’arco di 24 ore) e i filtri che modificano i volti del soggetto di un selfie, facendoli assomigliare a oggetti, animali, ecc.

Il colpo si è sentito: i ritmi di crescita degli utenti dell’app hanno rallentato e gli investitori ne stanno chiedendo conto. Ma è ancora presto per sancire la fine dell’app più amata dai teenager. E l’arrivo nei negozi online degli Spectacles (gli occhiali con fotocamera incorporata, che permettono di fotografare e riprendere ciò che si sta vedendo per poi condividerlo con un tocco) ci da modo di spiegare perché.

Primo, Snapchat non è un social network. Anzi, nemmeno si definisce media o tech company, bensì camera company. Non a caso, mostra di avere un grande interesse nello sviluppo di dispositivi hardware. Nell’ultimo anno sono stati assunti 300 specialisti nel campo della realtà virtuale e aumentata. E gli Spectacles hanno tutta l’aria di essere solo un assaggio.

Secondo, l’azienda sta per quotarsi a Wall Street con una valutazione che potrebbe arrivare a 22 miliardi di dollari. Per aver convinto tanti investitori, deve avere una strategia a lungo termine che va al di là di Storie e filtri, e prevede innovazioni significative. Cosa che i brevetti depositati e la decina di startup acquisite negli ultimi due anni lasciano intendere.

Terzo, da noi Snapchat è una cosa, negli Usa un’altra. Lì è una delle app più usate dai teenager, oltre che una piattaforma di comunicazione, un vero e proprio brand in cui i giovani si riconoscono. E che non accantoneranno se possono trovare funzionalità analoghe su Facebook e Instagram. Perché per loro è molto di più.

Quarto, il discorso può essere ribaltato: le novità introdotte da Snapchat nella comunicazione e nell’advertising digitali sono state tanto potenti da indurre il primo social network e alcune delle principali app al mondo ad adeguarsi. Perché l’impatto delle Storie è del tutto paragonabile a quello del News Feed introdotto da Facebook anni orsono.

[Foto in apertura di Lucy Nicholson / Reuters / Contrasto]

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