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25 febbraio 2017

Nato, l’America non vuole la Difesa comune europea

A Monaco gli uomini di Trump rassicurano Bruxelles sulla tenuta della Nato. Per scongiurare la nascita di un’Unione militare a guida franco-tedesca

Gianandrea Gaiani

Per Washington la Nato resta «fondamentale», ma solo se gli europei saranno alleati ubbidienti e soprattutto pronti a raddoppiare, o quasi, le loro spese militari. Ai toni minacciosi utilizzati da Donald Trump, che durante la campagna elettorale aveva paventato il possibile “sganciamento” dell’America dall’impegno di difendere l’Europa, gli uomini chiave della nuova Amministrazione statunitense hanno abbinato parole rassicuranti ma solo nel confermare che «gli Stati Uniti appoggiano decisamente la Nato e sostengono senza incertezze l’impegno nell’Alleanza», come ha detto il vicepresidente Mike Pence alla Conferenza per la Sicurezza di Monaco. Pence e il segretario alla Difesa, il generale James Mattis, sembrano giocare con gli europei al “poliziotto buono e poliziotto cattivo”.

Se il numero uno del Pentagono – soprannominato dai suoi soldati “Cane pazzo” – aveva apostrofato gli alleati facendo balenare l’ipotesi di un impegno più limitato di Washington nel caso in cui europei e canadesi non aumenteranno il loro impegno per le spese militari, Pence ha preferito ribadire l’importanza della Nato promettendo fermezza nei confronti della Russia pur nella ricerca di un «terreno comune che il presidente Trump ritiene possa essere trovato». Toni concilianti, anche se Pence non ha mancato di sottolineare la «frustrazione del popolo americano» per il fatto che gli Usa sostengono «il 70% delle spese» per l’Alleanza e «continuano a fare investimenti» per la difesa dell’Europa mentre «vediamo che i Paesi europei si tirano indietro».

Lamentele non nuove, già pronunciate dall’Amministrazione Obama, che in più occasioni aveva ironizzato sulle scarse capacità belliche espresse dagli europei nei conflitti in Afghanistan e Libia. L’approccio dei “Trump boys” appare certo più rude, con dichiarazioni improntate più ad ammonire e a impartire ordini categorici che a un pacato confronto tra alleati. Del resto le prime reazioni sembrano dare ragione a Trump. Sia il Segretario generale della Nato, il norvegese Jens Stoltenberg, che il presidente del consiglio europeo, il polacco Donald Tusk, hanno espresso sollievo per la conferma del ruolo degli Stati Uniti in Europa, anche se ben difficilmente verrà rispettato il “diktat” imposto da Washington di dedicare il 2% del Pil alla Difesa…

 Continua sunuovo numero di pagina99, in edicola e in edizione digitale

[Foto in apertura di Jonathan Ernst / Reuters / Contrasto]

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