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22 febbraio 2017

Trader addio, c’è l’algoritmo Marquee

Erano 600 prima della crisi, ora sono rimasti in due. Più un esercito di ingegneri finanziari. Una rivoluzione inaugurata da Goldman Sachs

Gabriele de Palma

Dal nuovo numero di pagina99 in edicola dal 18 febbraio 2017 o in edizione digitale

Martin Chavez è il nuovo responsabile finanziario di Goldman Sachs, entrerà in carica ad aprile dopo aver terminato l’attuale lavoro di responsabile delle tecnologie dell’informazione. Una scalata ai vertici di una delle più grandi banche d’affari del mondo che disegna una traiettoria quantomai significativa. Perché proprio dalle tecnologie dell’informazione, e dall’uso che ne ha fatto Chavez, è dipesa la propria fortuna e forse anche le fortune future del gruppo.

«Quattro trader possono essere sostituiti da un solo ingegnere informatico», ha dichiarato recentemente Chavez, in occasione di un simposio ospitato dall’Istituto di scienze applicate di Harvard. Parole frutto dell’esperienza, non di una previsione più o meno attendibile. Se prima del 2008 gli uffici newyorkesi di Goldman Sachs erano popolati da seicento operatori finanziari, oggi ne sono rimasti solo due. Affiancati da duecento ingegneri informatici.

Il risparmio in termini di salari è notevole, perché stiamo parlando non di colletti bianchi preposti a funzioni di routine, ma di personaggi da 500 mila dollari di stipendio annuo. La sostituzione è stata graduale. Le prime ad essere automatizzate sono state le operazioni di compravendita di azioni. Dopo il tracollo del 2008 e la pessima reputazione giustamente guadagnata – Rolling Stone definì la banca d’affari «una piovra vampira avvinghiata alla faccia dell’umanità» – i vertici di Goldman Sachs hanno virato verso una maggiore trasparenza nelle operazioni. Che si è tradotta nel giro di poco tempo e a seguito dell’assunzione di Chavez in un software che disintermediava le operazioni in Borsa mettendo a disposizione degli investitori informazioni fino ad allora custodite gelosamente dagli operatori più affermati.

Il software si chiama Marquee, ma in Goldman Sachs è più noto col soprannome di Martee, a scimmiottare il suo ideatore, non proprio amato dalla forza lavoro finanziaria. Osteggiato dai trader ma fortemente voluto e promosso dal management, Chavez ha fatto proprio della trasparenza e della comunicazione le proprie bandiere professionali e non.

Prima ancora di Marquee, il primo software da lui voluto in azienda fu Symphony, una piattaforma per migliorare la comunicazione tra reparti all’interno di Goldman Sachs. In una precedente esperienza lavorativa cercò di convincere tutti i dipendenti a pubblicare il proprio salario, idea che venne bocciata. Rivendica con orgoglio sia le origini messicane, sia la propria omosessualità (sposato, con un figlio avuto tramite gravidanza surrogata). Un profilo lontano anni luce da quelli a cui era abituato il colosso imbolsito della finanza.

Il trading presso una singola borsa valori è un’operazione relativamente semplice, una volta impostato correttamente il software. Più complesso diventa gestire il mercato delle valute e quello dei futures, più fluttuanti e dispersi su più piazze. Per i futures Goldman Sachs ha aderito insieme ad altri istituti di credito e banche d’affari a un progetto che riprende alcuni meccanismi di funzionamento della criptovaluta bitcoin. Questione di qualche mese e andrà a regime. I due trader sopravvissuti nell’ufficio di Goldman Sachs a New York si staranno guardando preoccupati. La finanza sta diventando una piattaforma software, servono ingegneri.

[Foto in apertura di Carl Court / Getty Images]

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