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17 febbraio 2017

Smog, quando andare in bici fa male alla salute

Fare sport all’aperto in alcune città può essere dannoso. Anche solo per mezz’ora al giorno

Dal nuovo numero di pagina99 in edicola dal 18 febbraio 2017 o in edizione digitale

Andare in ufficio in bicicletta, per molti, può essere un sano esercizio per mantenersi in forma. Invece secondo uno studio pubblicato di recente sulla rivista specialistica Preventive Medicine in alcune città pedalare potrebbe rivelarsi dannoso per la nostra salute. La ricerca ha preso in esame quindici città del mondo con una caratteristica comune: lo smog. Tra queste ci sono Delhi, Doha o Kampala, ma anche nomi quasi sconosciuti come Zabol in Iran o Gwalior in India. Proprio queste due città sono in cima alla classifica riportata dal Guardian per indicare i luoghi dove solo 30 minuti di sport all’aperto possono apportare più danni che benefici.

«Ricordiamo che il movimento ha più lati positivi rispetto ai problemi derivanti dallo smog, però dipende dall’aria che si respira», ha sottolineato Audrey de Nazelle, professore di gestione dell’inquinamento all’Imperial College’s Centre for Environmental Policy di Londra e parte del team che ha condotto lo studio. Le città del vecchio continente, rispetto ad altre parti del mondo, sembrano le meno pericolose per chi decide di affidarsi alle due ruote nei propri spostamenti cittadini.

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Nella classifica compare infatti solo Tetovo, in Macedonia, mentre le altre principali capitali europee hanno livelli di smog più bassi. Il parametro che si è preso in considerazione è il PM2.5, cioè le particelle che rendono inquinata l’aria, sia per motivi naturali, sia per l’utilizzo di motori e combustibili. Se il PM2.5 raggiunge 160 microgrammi per metro cubo, trascorsa mezz’ora i ciclisti inizieranno a causare danni al proprio organismo.

Chi respira ogni giorno aria inquinata può soffrire di asma, problemi di cuore e può contrarre più facilmente il cancro. Fortunatamente lo studio ha rilevato solo a Zabol questi livelli di smog, mentre in tutte le altre città si arriva al massimo a 115 microgrammi per metro cubo: in questo caso i ciclisti subiranno danni dopo 60 minuti di movimento all’aperto.

La ricerca però non prende in considerazione altri parametri che contribuiscono a rendere irrespirabile l’aria, come l’ozono o gli ossidi di azoto (NOx) prodotti dai motori diesel delle auto. Per questo a gennaio il sindaco di Londra, Sadiq Khan, ha emanato il suo primo smog alert, quando il PM2.5 ha raggiunto i 101 microgrammi, mentre i NOx avevano già superato la soglia limite in molte zone del Paese. «Questo è un allarme serio, tutti i cittadini devono adottare delle misure di sicurezza per proteggersi dall’aria inquinata», ha spiegato Khan.

[Foto in apertura di Money Sharma / Getty Images]

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